Venezia Giulia IGT Jermann, Vintage Tunina 2005

Non è che per caso un vino come il Vintage Tunina sia uno di quelli capaci di mettere d’accordo un po’ tutti? Voglio dire, stilisticamente è impeccabile, elegante, mai sbilanciato da una parte o dall’altra. È vino molto understatement, uno di quelli che forse -ed è un peccato- non fanno parte dell’agenda giornaliera dei tanti che scrivono di vino proprio per questa suo essere un po’ super partes. Per non essere un simbolo -per dire- del vino naturale e nemmeno -ecimancherebbe- del vino smaccatamente industriale.

Eppure è gran buono, anche ad anni di distanza. Questa sera ha fatto capolino dalla cantina un 2005 spettacolare per integrità e forma. Un vino dal naso fresco ed attraente che in bocca era misurato nel raccontarsi, almeno all’inizio, e che giocava su note leggermente morbide ma che poi, dal centro dell’assaggio in poi, tirava fuori una forza inaspettata. Sapidità, acidità, ritmo.

Insomma, il senso di questo post è che ero sceso a prendere una bottiglia sulla quale non riponevo grandi aspettative, e che mi sbagliavo.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Friuli-Venezia Giulia | Tag: | Commenta

5 Commenti

  1. Daniele
    Pubblicato 25 gennaio 2012 alle 02:22 | Link

    E’ un pò la stessa cosa che mi capita con il Broy di Collavini..
    Friulani…

  2. Pubblicato 25 gennaio 2012 alle 19:18 | Link

    Curiosità mia, quella di capire come mai non riponevi troppe aspettative. Nel senso: quali le cause che hanno portato ad eleborare tale pre-giudizio.
    Mi sembra che questo qui, come anche il resto della produzione aziendale (..a breve sul blog mio, qualcosa d’interessante pubblico..), risponda a precisi dettami d’impostazione stilistica: direi inconfondibili.
    Questa connotazione identitaria, penso sia il comune denominatore dei vini di Jermann. Secondo la mia interpretazione: un modo di legare le tradizioni aziendali (o per meglio dire familiari), ai gusti e tendenze più internazionali.

  3. Pubblicato 25 gennaio 2012 alle 23:41 | Link

    Ma infatti, probabilmente il fatto di non averlo bevuto per un po’. Di averlo accantonato (colpevolmente) nella memoria degli assaggi. Di non aver mai pensato alla grande tenuta. Tutti ottimi motivi per berlo e riberlo.

  4. Pubblicato 26 gennaio 2012 alle 00:49 | Link

    Beh è un vino che non si discute..forse lo si da per scontato in quando non delude mai..le enoteche che “sanno” lo propongono sempre come un “regalo” sicuro, che fa sempre bella figura…

    un saluto

    Massimo

  5. Pubblicato 26 gennaio 2012 alle 00:53 | Link

    Molto vero.

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