in Assaggi, Veneto

Valpolicella Classico Superiore DOC, Quintarelli 1996


Il mio ultimo bicchiere di Quintarelli è stato poco prima di Natale, a cena. Era un momento importante, uno di quelli in cui ci si rivede, si beve bene e tutti i discorsi che ruotano intorno alle tante bottiglie altro non sono che una proiezione del nostro benessere. Il nostro personalissimo “va tutto bene”. E insomma questo Valpolicella aveva spiazzato un po’ tutti. Prima di tutto per integrità, un vino in una forma che definire smagliante è quasi riduttivo. A partire dal colore ancora luminoso, tanto compatto quanto vivo, fino al naso, di rara eleganza con tutte quelle note ancora floreali, balsamiche, così nobili. E poi il sorso, un assaggio mai urlato che si esprimeva in un crescendo di raro equilibrio. Un grandissimo vino rosso che accarezzava il palato ma che non si tirava indietro, ancora così fresco. Un mostro di territorialità, la Valpolicella spremuta e messa dentro un bicchiere, un vero fuoriclasse.

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Questo brindisi è per Giuseppe Quintarelli, è mancato poche ore fa. Viva.

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