Un paragone impietoso

No, davvero: capisco perfettamente la voglia di rinfrescare la propria immagine, sensazione più che legittima. Ma troppe, troppe volte ho visto cantine gettare dalla finestra etichette di grande fascino, di grande riconoscibilità, di grande storia e rimpiazzarle con cose che.. un grande boh. Castell’In Villa è solo l’esempio che mi ci ha fatto pensare questa sera. A voler rimanere vicini a dove scrivo, in Umbria, negli ultimi anni è capitata la stessa cosa alle splendide etichette del Sagrantino di Montefalco di Adanti o al grande Vigna Monticchio di Lungarotti. Peccato, davvero.

By Jacopo Cossater This entry was posted in Parlo da solo | and tagged , | Scrivi un commento

6 Commenti

  1. Pubblicato il 26 gennaio 2012 alle 09:16 | Permalink

    Mi spiace contraddirti ma la vecchia etichetta sarà di un fascino d’antan ma l’è brutta forte, la nuova meglio, ogni tanto bisogna avere il coraggio di buttare via qualcosa.

  2. Pubblicato il 26 gennaio 2012 alle 12:36 | Permalink

    Nuuu, su questa siamo in grande disaccordo. :D

  3. Pubblicato il 26 gennaio 2012 alle 13:04 | Permalink

    Personalmente ritengo il cambiare le etichette una delle cose più nocive per le aziende italiane, talvolta più di una annata poco felice. Il grosso guaio è che talvolta per la fretta di fare si fanno errori bestiali.

    Certi piccoli poi, non appena hanno a disposizione “un poco di capitale” da investire in quella direzione, con l’intento di “svecchiare” o rendere “moderne” certe etichette si prendono degli abbagli incredibili!

  4. Pubblicato il 26 gennaio 2012 alle 19:48 | Permalink

    L’etichetta di Vigna Monticchio è cambiata un sacco di volte negli ultimi anni, chissà perchè. Però alla fine il ritorno al classico c’è stato (da due vendemmie) e il risultato, devo dire, mi piace molto.

  5. Gabriele Micozzi
    Pubblicato il 26 gennaio 2012 alle 23:37 | Permalink

    Abbiamo sviluppato la prima
    ricerca in Italia sul mondo dei WINE BLOGGER.
    Cosa pensano i Blogger?
    Quali sono i loro vini preferiti?
    Cosa pensano delle guide?
    Che suggerimenti danno alle aziende?

    Per poter accedere all’intervista ed essere poi riportati in una pubblicazione i blogger possono cliccare qui…
    Anche qui tra tutti i blogger che risponderanno daremo in omaggio 10 casse di vino.
    Il link dell’intervista è :

    https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?hl=en_US&formkey=dE45cWtla1NBQ25FYmZiU1R2NFY3aWc6MQ#gid=0

    GRAZIE A TUTTI I BLOGGER PER LA PREZIOSA OPERA DI DIFFUSIONE DELLA CULTURA DEL VINO…MI AIUTATE AMICI BLOGGER A DIFFONDERE IL QUESTIONARIO NELL’INTERESSE DI TUTTI NOI SOPRATTUTTO PER METTERE INSIEME LE VOCI DI TUTTI E VALORIZZARLE NEL MONDO DEL VINO?

    GABRIELE MICOZZI
    DOCENTE MARKETING UNIVERSITA’ POLITECNICA DELLE MARCHE

    http://officinamarketing.blogspot.com/2012/01/ricerca-wine-blogger.html#!/

  6. Pubblicato il 27 gennaio 2012 alle 01:50 | Permalink

    Bellissimo tema questo Jacopo.
    Anche secondo me le etichette storiche non andrebbero mai cambiate. Portano con sé una sorta di bagaglio culturale ed una “responsabilità” che non si può gettare alle ortiche con una veloce rinfrescata. Un’etichetta per un vino è come un marchio per un’azienda, specie per quei vini che hanno fatto la storia o che prosperano (vabè, oggi un po’ meno) da decenni. Mettici la riconoscibilità per il cliente e per l’operatore sullo scaffale, la rassicurante staticità perduta… no no, vecchia etichetta (bella) non si cambia.

    Ciao, Fil.

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