in Parlo da solo

Su Nossiter e sulla crossmedialità

E insomma ieri pomeriggio mi ero messo a scrivere questo post. Tra una cosa e l’altra però non ero riuscito a finirlo e l’avevo lasciato lì, dormiente. Questa mattina poi, mentre aspettavo il mio turno in una sala d’attesa particolarmente desolante, mi sono accorto via Twitter che qualcun’altro, con parole diverse, aveva sostanzialmente scritto quello che avevo in mente anche io: Fabio Ciarla su Vinix.

Il mio consiglio è quello di andare di là e leggerselo con calma seguendo anche i tanti link proposti. L’argomento centrale è il ruolo che la rete ha avuto nel descrivere e commentare i temi sollevati dall’articolo di Jonathan Nossiter (autore dell’osannato documentario “Mondovino”) sul numero attualmente in edicola di GQ. Un perfetto esempio di crossmedialità in cui la rete ha dimostrato la sua grande efficacia nel fare da collante tra diversi media: a) esce l’articolo, su carta b) sul web la cosa viene rilanciata e commentata, ancora ed ancora c) una trasmissione radiofonica (Il Gastronauta, su Radio 24) ripropone alcuni dei temi originariamente apparsi sulla rivista e d) dà vita, in rete, a nuovi commenti, iniziative, prese di posizione, precisazioni. Da sottolineare poi come tutti i protagonisti coinvolti abbiano, durante almeno uno di questi passaggi se non di più, espresso le proprie prospettive intervendo in prima persona, tanto in radio quanto sul web.

E’ la bellezza dell’internet, si diceva una volta. E, guarda un po’, è proprio così: non un media che sovrasta gli altri ma una coralità di voci che grazie al web trovano senso compiuto e permettono di approfondire tematiche che altrimenti risulterebbero come statiche. In ogni passaggio di questo processo infatti vengono aggiunti piccoli pezzi che, alla fine, riescono a costruire un puzzle molto più grande rispetto a quello che un singolo media, solo, sarebbe riuscito a comporre.

E come giustamente fa notare Fabio poi ci sono anche persone “a cui riferiscono, perchè non frequentano“. Un peccato, non hanno idea di quello che si stanno perdendo.

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Commento

  1. Intervento preciso,puntuale ed innovativo, come al solito, che apprezzo sovramodo.
    Come saper imparare e leggere ldalle situazioni e da quel che ci succede attorno.

    Bravo, ho fatto bene a seguirti qualche anno fa.

    Daniele

  2. @Jacopo.

    “E’ la bellezza dell’internet, si diceva una volta. E, guarda un po’, è proprio così: non un media che sovrasta gli altri ma una coralità di voci che grazie al web trovano senso compiuto e permettono di approfondire tematiche che altrimenti risulterebbero come statiche. In ogni passaggio di questo processo infatti vengono aggiunti piccoli pezzi che, alla fine, riescono a costruire un puzzle molto più grande rispetto a quello che un singolo media, solo, sarebbe riuscito a comporre (e come giustamente fa notare Fabio poi ci sono anche persone “a cui riferiscono, perchè non frequentano“. Un peccato, non hanno idea di quello che si stanno perdendo).”

    Verità, punto.

  3. Be’, in parte io mi sono dilungato… Tu sei stato sintetico al punto giusto e, soprattutto, il tuo finale è più bello del mio:
    “…non hanno idea di quello che si stanno perdendo…”
    Complimenti.

    Grazie della citazione e a presto!

  4. Ciao Jacopo,

    come spesso accade, sono d’accordo con te su tutta la linea!
    Ho seguito il dibattito a cui ti riferisci nel post e credo che il tuo intervento dia a tutta la vicenda un’interpretazione nuova, che va al di là, per fortuna, della polemica sterile.
    Credo anch’io che il bello del digitale sia soprattutto la possibilità di discutere e approfondire temi, far progredire idee, diffondere la cultura, anche quella del vino che ne ha tanto bisogno…
    Strano però -mi sono detto- che un personaggio come Nossiter, per lanciare la sua più recente “bomba”, abbia scelto un media tradizionale e “mono-direzionale” come la stampa…
    Pubblicare un articolo su un magazine non permette certo di dare immediata possibilità di replica a chi viene citato tra le righe e, tra l’altro, non ritengo positivo aver scelto un mensile consumer per un’argomentazione fondata su tesi anche tecniche: il rischio di affossare ingiustamente (per l’ennesima volta) il nostro settore raccontando quel tipo di storia a lettori appassionati ma non totalmente esperti non è stato troppo alto e ingiustificato?
    Sono felice, dunque, che la discussione su queste tematiche sia poi proseguita on-line e in radio, tra interlocutori con una conoscenza più capillare del nostro mondo che hanno parlato a tutti in modo più chiaro.
    Spero di rivederti presto!

    Francesco

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