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Scambiarsi pareri sul web durante l’orario di lavoro è reato

Arrivo un po’ lungo, lo so (motivo banale: questi ultimi giorni sono stati di grande relax e di poco lavoro). È che solamente ieri mi sono accorto che Franco Maria Ricci (da qui in poi per brevità FMR) aveva pubblicato a ridosso di Natale una precisazione a proposito del suo contestatissimo editoriale sulla rivista Bibenda. Ricordate? Quello del “mi riferiscono, perchè io non frequento“. Bene, in questa postilla pubblicata solamente online FMR scrive anche che:

scambiarsi pareri sul web, nei forum o altro durante l’orario di lavoro è reato. Che dicono l’ex Ministro Brunetta e la Legge dello Stato? Uguale.”

C’era bisogno di questa puntualizzazione? Ovviamente no: la posizione di FMR era già chiarissima nel suo editoriale. Una visione del lavoro e dell’uso e del web tremendamente inattuale, che poco si addice all’importanza del suo ruolo. Io ho avuto la fortuna di crescere professionalmente in ambienti fantastici, in luoghi dove ancor prima dei social network si era capita l’importanza del dipendente e del collaboratore come figure portatrici dei valori della realtà per cui lavorano. Se fossi FMR, per capirci, incoraggerei tutto lo staff di Bibenda a scrivere, a commentare, a dimostrare sul web giorno per giorno (si, anche durante l’orario di lavoro) le competenze di una delle redazioni cartacee migliori sulla piazza. Perchè va anche bene una campagna promozionale, ma volete mettere l’immagine che riflette un Armando Castagno (storico collaboratore di Bibenda) quando commenta con straordinaria puntualità e competenza un post su Intravino?  Ovviamente questo non riguarda solo FMR, è concetto applicabile potenzialmente ovunque. Ah, e buon anno.

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Commento

  1. Buona anno a te!
    Voglio fare l’avvocato del diavolo, pur non condividendo quanto scritto da FMR e se fantastichiamo per un attimo che io sono un imprenditore di un’azienda da 50-100 persone di una manifattura qualunque e ad esempio 20 lavorano in ufficio e 3-4 di questi postano e commentano (e quindi leggono) sul web per parecchio tempo durante l’orario di lavoro…
    Non dico che non sarei tollerante ma avrei a cuore prima il rispetto dei tempi e attività di lavoro come fatto imprescindibile.

    Mi vien da dire quindi: Dipende.. questa è l’idea che mi son fatto…leggendo tutto quello che è sucesso e scritto.

    No?

  2. Guarda, io non dico che debba venire prima una cosa o l’altra. È chiaro che sta al buon senso di ognuno gestire i propri orari e le proprie attività, in particolare durante l’orario lavorativo. Non capisco gli atteggiamenti “a prescindere”, di quelli per esempio che chiudono la possibilità di accedere ai social network dal pc dell’ufficio. Ma ci sarebbero mille altri esempi.

    Poi chiaro, questo rimane argomento marginale per un editoriale incommentabile. 😀