in Birra

Lambic, Cantillon, banalità


Questa sera ero in birreria ad assaggiare un po’ di Lambic. Birre “nuove” nel senso di appena arrivate, etichette che prima non c’erano e che da oggi si vanno ad aggiungere alla buona selezione già presente. L’idea, nata tra una chiacchera e l’altra qualche giorno fa, è quella di organizzare una serata dedicata alla tipologia (si, appena avrò dettagli più precisi la segnalerò anche qui) per la prima metà di febbraio. Una piccola panoramica che quasi sicuramente vedrà protagoniste una Framboise (ai lamponi), due Kriek (alle ciliegie) e tre Gueze (nessuna aggiunta, è quella che si ottiene dalla rifermentazione in bottiglia di una miscela di lambic più giovani).

Tutto questo per dire cosa? Solo che tra i tanti assaggi di queste settimane c’è evidentemente un produttore che si è imposto in cima alle mie personalissime preferenze: Cantillon. Facile, direte, è di gran lunga considerato il più tradizionale tra i pochi produttori ancora attivi. Eppure in birreria non tutti la pensano come me, amano un’idea di birra più rotonda, meno dritta, meno “acida”. La mia sensazione è quella di avere a che fare non solo con prodotti di grande stoffa ma soprattutto di grande purezza espressiva, prodotti in alcuni casi molto magri, duri, dritti ma al tempo stesso straordinariamente eleganti.

La Rosé de Gambrinus, una Framboise fresca e al tempo stesso magnetica. O la Lou Pepe, una Kriek (ma c’è anche la versione ai lamponi) la cui fermentazione in bottiglia viene attivata da un liquore dolce e che sa essere lenta ed avvolgente. La Gueze 100% Bio da cereali da agricoltura biologica è secca, amara, pungente e lunga. E poi la Kriek, quella dell’altra volta. Insomma, per ora la cosa sta prendendo una piega inaspettata, sono birre che mi piacciono tantissimo e che mi incuriosiscono oltremisura. Mi sa che l’unica soluzione è quella di andare a Bruxelles, il prima possibile.

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Commento

  1. Andate, andate… vi si aprirà un mondo inaspettato. I belgi sono birrai straordinari, e specialmente i loro “fratacchioni” nelle abbazie. La birra doppio malto l’hanno inventata loro, e sapete perchè? Semplicemente, ad un frate birraio piaceva bere, ma la razione era limitata ad un solo boccale. E allora questo che fa? Si inventa una birra più forte e più corposa (la dubbel) che stia nella misura consentita…il furbacchione!

    Tornerete con il baule pieno, nella UE è consentito l’import in franchigia fino a 110 litri di birra! Basta per esaurire (o quasi) ogni capriccio in fatto di birra belga. Come amo dire, per fantasia la migliore, per qualità pari alla tedesca.
    PROSIT !

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