in Birra

La Kriek di Boon


Sarà sicuramente stato un caso ma la Kriek di Boon rispetto alle due precedenti ha ancora più succo, ecco che da questo punto di vista si potrebbero tranquillamente assaggiare in sequenza: Cantillon, Girardin, Boon, in un crescendo di concentrazione. Il colore è ormai inconfondibile, quel rosso porpora e quella schiuma rosata: fantastici. Al naso c’è frutto, ed è composto ed elegante anche se l’impressione è che manchi un po’ di profondità. Possibile? In bocca nonostante l’ovvia acidità è meno tagliente, forse più facile. Chiaro, rimane di grande fascino anche se quella componente animalesca, quella che scalcia e che ti resetta le papille gustative, qui sembra più rarefatta. C’è un filo conduttore che attraversa tutto l’assaggio, è la ciliegia. E attenzione: piace lo stesso, eccome.

Poi oggi è domenica e questi ultimi sette giorni sono decisamente stati segnati dal Lambic, scoperta entrata con prepotenza nei bicchieri di tutti i giorni. Non ho scritto di una splendida Framboise, la Rosé de Gambrinus di Cantillon e di diverse Gueze. Ma ci sarà modo. Poi mi sono imbattutto in una bevanda dolce aromatizzata al cassis di Lindemans che di Lambic non ha assolutamente nulla: un bicchiere particolarmente scomposto in cui due componenti, quella zuccherina e quella acida, non riescono a trovare un punto di incontro risultando particolarmente slegate e, in definita, particolarmente spiacevoli. Ma purtroppo è così, la necessità di rendere dolci prodotti che non nascono come tali per piacere a tutti i costi. Come se il grado zuccherino fosse l’unico parametro per ammaliare un’intera società troppo impegnata altrove per evolvere il proprio palato (ed è discorso a tratti valido anche nel mondo del vino, dove il termine dolcezza è facilmente sostituibile con morbidezza). Vorrei chiudere con le parole di Vittorio Rusinà, è stato lui a farmi assaggiare il mio primo Lambic un paio d’anni fa, questo è un suo commento della settimana scorsa:

Grande gioia leggere la tua vicinanza al lambic, una bevanda che ha corso il rischio di sparire ma è stata difesa da produttori come i Van Roy di Cantillon. Una bevanda che oggi corre il rischio di perdere la sua identità originale a causa dell’ingresso di alcuni grandi gruppi che non si fanno scrupolo di addolcire con impiego di zucchero la tipica ma modulare acidità del lambic.
Il nostro gusto è stato gravemente danneggiato dalle bevande zuccherine e dalle alti percentuali di zucchero presenti nei cibi; dobbiamo recuperare il piacere di gustare l’amaro e l’acido: riprendiamoci il gusto!

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Commento

  1. Mi hai fatto rivenir voglia di queste birre che anni fa mi avevano ammaliato ma fui bocciato da tutti i tradizionalisti birraioli da discounts che frequentavo,devo riprovarle, mi dai un sito dove poterle acquistare online? grazie.