in Assaggi, Umbria

Calcabrina, un “vin de garage” da Montefalco

Nella non così tanto variegata realtà di Montefalco è difficile trovare piccoli produttori. Ancor più arduo poi individuare quelli capaci di produrre un sagrantino meritevole di attenzione, uno di quelli capaci di uscire dal tracciato del tanto frutto, tanto tannino, tanta potenza a scapito di finezza e, in generale, di eleganza.

Calcabrina è una piccolissima cantina poco lontano Montefalco, proprio sulla strada che va verso il paese. Piccolissima? Si, praticamente un vin de garage, nel senso più letterale del termine. Non ho chiesto, ma credo che la stanza che oggi ospita i legni sia proprio quella adibita alle automobili, almeno nella testa di chi quella casa l’ha costruita. Quattromila bottiglie complessive, un unico vino. Un Sagrantino di Montefalco? No, un IGT, anche se fino al momento dell’imbottigliamento avrebbe tranquillamente potuto essere parte della denominazione. Vinificazione naturale: vendemmia manuale, fermentazioni spontanee, no solforosa aggiunta. Il risultato è quello di un sagrantino di gran piacevolezza. Molto sul frutto nei profumi e caratterizzato da subito da una grande acidità che, anche grazie ad un tannino non particolarmente asciugante, lo rende bicchiere di gran beva. Aggettivo chiave: succoso. L’unico rammarico è quello di non averne prese un paio di bottiglie da lasciare in cantina. Devo provvedere, sono curioso di seguirne l’affinamento.

A dieci euro, vale la pena di essere provato.

[s4]

Scrivi un commento

Commento

12 Commenti

  1. A me è piaciuto anche il passito. Carina anche la bottiglia (della confezione in cartone, indubbiamente originale, sono un pò meno entusiasta). Presa una per tipo a “la terra trema”. Ora devo trovare l’occasione giusta per assaporarle.

  2. concordo, è buonissimo anche il passito. loro sono simpatici e BRAVI. il garage è un vero garage. il formaggio è un vero formaggio. le bottiglie si riutilizzano perché con l’olio dentro sono bellissime. che vuoi di più? calcabrina forever. non vedevo l’ora che ne parlassi.

  3. Ciao,

    sembra molto interessante. Il Sagrantino, per quei pochi campioni che ho avuto la fortuna di assaggiare, non è un vitigno facile…
    Le caratteristiche del produttore ispirano…se un giorno, spero non lontano, capiterò da quelle parti, lo terrà da conto

    grazie

    Massimo

  4. Proprio l’altro ieri sera stavo per aprire questo vino! Assaggiato a La Terra Trema a Milano, fu uno dei più interessanti. Non ho letto la tua recensione, così non mi faccio condizionare. Ma penso che forse stasera stessa lo apro.

  5. Ciao Niccolò, tra l’altro parlavo con Mirko Calcabrina della qualità del tannino in questo sagrantino. Un tannino molto evidente, certo, a tratti scalcitante ma fine (e mai asciutto). Se pensi che è vino che viene da vigne giovani, di meno di dieci anni, fa ben sperare nel futuro.

  6. A proposito dei tannini, Mirko, a La Terra Trema, mi diceva, se non ricordo male, che alcuni langaroli, assaggiando il suo vino, avevano ricordato la trama tannica dei barolo di una volta. Ecco già il fatto che è un vino che fa parlar di tannini e di succosità, dice che è un bel vino!

Webmention

  • Il Forestiero, il sagrantino di Collecapretta | Enoiche illusioni 20 febbraio 2012

    […] che va assaggiato per approfondire la tipologia. Un vino che insieme a quello di Calcabrina (anche quello fuori denominazione anche se per scelte produttive, non geografiche) si inserisce in […]