Assaggi qua e là

- Sicilia Rosso IGT Benanti, Cabernet sauvignon 1998

Granato scuro, il naso è austero, minerale e carico di una frutta rossa di grande spessore. Poi inchiostro ed una bella nota alcolica a veicolare in una chiave più leggera tutti questi aromi. In bocca è ferroso, sapido, coinvolgente. Chiude più crudo su note di ginepro e tamarindo. Il vitigno ha incontrato il mare e ci riporta un grande vino mediterraneo. ****+

- Sicilia Bianco IGT 2010 Principe Ibleo “Incanta”

Da uve grillo e zibibbo. È paglierino carico ed ha un naso piacevole, dritto e piuttosto complesso. Sentori di camomilla, di fieno, di frutta esotica e di mandorla aprono ad una bocca secca, una di quelle che attaccano con una bella acidità e che proseguono lineari e distese. Piacevolissimo anche il finale, pungente ed ammandorlato. ****-

È vino che, a leggere la retroetichetta (imbottigliato da TP 7010 per Poshracals srl Unipersonale, Padova), lascia un po’ perplessi. Nei giorni scorsi Franco Ziliani sul blog Vino al Vino si poneva lo stesso interrogativo e, a distanza di qualche giorno, ecco la pronta risposta di Antonio Catania, “padre” di questo progetto da seguire con attenzione.

- Trebbiano d’Abruzzo DOC 2007 Valentini

Il 2007 è stato appena messo in commercio, quasi a due anni di distanza dalla vendemmia del 2008. Vino scontroso, intimamente diverso dal trebbiano cui siamo abituati. È giallo quasi dorato e piuttosto velato. Il naso richiede attenzione: spazia dalla carne secca agli agrumi, dalla sabbia a note di tostatura, è marino e terroso al tempo stesso, sempre però attraversato da una chiara solarità. In bocca è un crescendo la cui bellezza è tutta giocata tra acidità, tattilità e sapidità. Allunga felpato prima di un finale di fiori, agrumi, caffè. Alla fine, l’ennesima sicurezza da Loreto Aprutino. ****+

- Calabria Bianco IGT 2010 L’Acino “Chora”

Da uve di mantonico, guarnaccia bianca, pecorello, greco. Il colore è carico ed il naso esprime note che vanno dal burro di arachidi al glicine. Poi frutta come pesca, ananas e in generale una grande nota tropicale. Grasso quindi, ma piacevole grazie a note più fresche e vegetali. In bocca è secco ma al tempo stesso ha una bella aromaticità. Equilibrato e pungente, di gran beva. A dimostrazione di quanto di buono Dino Briglio Nigro stia portando avanti anche con i vini meno ambiziosi. ****-

- Sicilia Fiano IGT 2010 Settesoli “Mandrarossa”

Curioso, il fiano viene (anche) dalla Sicilia. Il colore è dorato e il naso riesce ad esprimere un certo varietale inserito in un contesto esotico di sicura morbidezza. In bocca attacca inizialmente nervoso e scattante con una bella acidità che però, lungo l’assaggio tende ad allargarsi. Rimane una certa polposità prima di una finale piuttosto piacevole. ***+

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi | Tag: , , , , | Commenta

Un Commento

  1. Pubblicato 2 febbraio 2012 alle 17:07 | Link

    Ti consiglio anche il Fiano di Avellino

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