in Parlo da solo

Mi riferiscono, perché io non frequento

Probabilmente è notizia in cui vi siete già imbattuti -da un paio di giorni in rete non si parla d’altro- ma dovete sapere che il Presidente dell’AIS Lazio, Franco Maria Ricci, sull’ultimo numero di Bibenda se n’è uscito con un editoriale molto forte. Già, perchè egli, per brevità da qui in poi FMR, è anche l’editore e il direttore della suddetta (bellissima) rivista, quella ufficiale dell’associazione sommelieristica italiana. Ecco, qui ci sarebbe da aprire una parentesi, perchè se la proprietà transitiva non è un’opinione allora si potrebbe pensare che quell’editoriale sia anche espressione del pensiero dell’AIS tutta. Ci si augura ovviamente di no.

Anyway, FMR sostiene che “alcuni navigatori della rete anziché apparecchiare la tavola aspettando gli amici quel bicchiere se lo bevono virtualmente. Mi riferiscono, perché io non frequento, che hanno lanciato la moda di giudicare il vino e parlarne in maniera interattiva con più persone, scambiandosi pareri positivi o negativi di quella e di quell’altra etichetta. Insomma, delusioni o esaltazioni di Barolo o di grandi Champagne, vengono trasmesse da una stanza, seduti davanti a un computer.

Continua poi scrivendo che “questi scambi “culturali” avvengono soprattutto durante il giorno, durante un orario in cui normalmente la maggioranza si trova al lavoro (..) senza sapere, o forse sì, che tutto ciò è reato“.

Che tenero, mi immagino la redazione di Bibenda, con tutti quei computer connessi unicamente per mandare e ricevere le email, in cui un firewall studiato appositamente da FMR impedisce l’accesso a forum, social network, blog e tutti quei siti in cui è possibile intervenire e commentare tanto una notizia quanto un’editoriale.

Ovvio, sono righe che si commentano da sole. Quello che sfugge a FMR è però la sostanza dell’interazione digitale. Scrivere di un vino, commentare questo o quell’assaggio non è il fine ultimo ma un mezzo che ci permette di arricchire la nostra conoscenza. E poi la fruizione orizzontale, la possibilità di condividere contenuti tra pari livelli. Una rivoluzione di cui probabilmente FMR non ha mai sentito parlare.

Ah, sto scrivendo dal lavoro, ma nel mio caso -sono sicuro- non è reato.

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Commento

15 Commenti

  1. In qualità di Somellier avevo ricevuto Bibenda più di una settimana fà e avevo deciso di non aver capito bene il contenuto dell’editoriale.
    Per due motivi:
    1 Bibenda è una bella rivista
    2 non credevo a ciò che leggevo quindi con rimozione freudiana ho eliminato dal cervello ciò che avevo letto.
    Sempre per due motivi penso che non rinnoverò l’iscrizione all’Ais e quindi a Bibenda
    1 Bibenda ormai, al di là delle bellissimi immagini e alla innegabile cura editoriale, ha un approccio ancien regime al vino e molti editoriali fetono di zolfo lontano un miglio, sono delle pubblicità di grandi gruppi o grandi nomi (molto snob) paludate da articoli.
    2 l’Ais medesima, nello specifico quella della mia città, ha un rapporto con il popolo del vino allargato (non solo popolo del web) che rasenta il dirigismo sovietico, i capi possegono la conoscenza e i discepoli razzolano e devono stare zitti ed eseguire le indicazioni del comintern.
    Buon Natale a tutti.

  2. Credo sia stato un riflesso condizionato dalla paura (giustificata). Nell’editoria il “nuovo” (internet,il digitale, photoshop ecc.) che sembrava la terra promessa in realtà ha fatto strage di tipografi, grafici, giornalisti, fotografi. Ha creato qualche nuova figura professionale, ma che spesso è indefinita, border line con la passione amatoriale. Mi sembra che la reazione di un bravo editore come FMR (al netto di qualche snobismo) sia di per sé naturale, anche se anacronistica.

  3. Però Mauro non capisco perchè il *nuovo* non possa essere straordinariamente interpretato dal *vecchio*. Bibenda ha a disposizione probabilmente tra le migliori professionalità d’Italia, ci vorrebbe poco. E poi Cernilli, il più prestigioso tra i collaboratori di FMR: non mi sembra una figura particolarmente *nuova* eppure ha un blog pieno zeppo di pubblicità (si, ci sarebbe da aprire una parentesi). Almeno ci prova.

    @Luigi, un altro mondo è possibile, in particolare sotto Natale. Tanti auguri a te.

  4. E’ grave problema italico la difesa strenua al di là di ogni ragionevolezza dello status quo.
    Ciò comporta l’eterna lotta fra generazioni e la lotta fra vecchie professionalità e nuove.
    Nel nostro affranto paese l’arroccamento e il nepotismo sono le cifre che ispirano la gestione sia del privato sia del pubblico.
    La causa a mio avviso è proprio nel fatto che le vecchie generazioni non vogliono ne innovarsi, con il rischio di perdere ciò che hanno, nè demandare ad altri quando percepiscono di essere fuori dai giochi.

  5. Non posso far altro che unirmi allo stupore di tutti nel leggere quell’editoriale su Bibenda. Purtroppo la mia impressione è stata quella di una presa di posizione arrogante, più che spaventata, dettata dalla mancanza di curiosità (motore della conoscenza nel mondo del vino oggi) e della impolverata buracrazia e casta (lasciatemolo dire) che affligge tutto il nostro Belpaese ivi compreso quello del vino.

    Spero che le tante parole che si spendono in rete in questi giorni facciano quantomeno riflettere tutti coloro che non hanno ancora compreso che questo è il presente e il futuro e che oggettivamente inmpossibile(fortunatamente) fermare.

    @Luigi: sono pienamente d’accordo con te ma penso che rinnoverò la tessera assiociativa anche quest’anno, l’ultima possibilità non si nega a nessuno!! E Buone Feste!

  6. perfetto esempio di come i “vecchi” non riescano a seguire la tecnologia e a sfruttarla (“utilizzarla al meglio” forse e’ piu’ appropriato come termine). non credo sia mancanza di volonta’ di rinnovarsi, piuttosto e’ incapacita’ o anche peggio timore che nel nuovo mondo i valori e le gerarchie siano differenti. e lo sono.

  7. Ciao Jacopo, ne approfitto più per inviarti gli auguri che per commentare nuovamente l’accaduto. Vedo che il buon Fracchia concretizza sani propositi…
    Ps: qualcuno avvisi FMR, che non avendo particolarmente voglia di lavorare oggi sto scrivendo sul tuo blog. Appena i carabinieri mi preleveranno saprò già di cosa si tratta..

  8. Grazie Andrea, anche la risposta credo si commenti da sola.

    P.s. E comunque se l’uomo “dirige il più grande Centro di Cultura del Vino del Mondo” è evidente che sono io a non aver capito niente. 🙂

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