in Birra

Il Lambic e l’anello mancante tra la birra e il vino

Chissà come mai, per un sacco di coincidenze (predisposizone certo, ma anche l’apertura di una nuova birreria a due passi da casa) in questi giorni pre e post natalizi mi ritrovo sempre più spesso a bere, dopo cena, uno o due Lambic. Birre definitive, gustosissime, di grande acidità e stoffa. Birre che, è sicuro, non possono lasciare indifferenti. Gueuze e Kriek le tipologie che vendono qui, Cantillon e Girardin gli unici due produttori al momento a scaffale.

La birra è per me una continua scoperta, un mondo che mi affascina e che piano piano sto cercando di conoscere. Insomma, tutto questo per dire che mi sono messo a leggere qua e là e che ho trovato un articolo di Kuaska che, se avete voglia di approfondire il Lambic, va assolutamente letto. È qui, si apre un pdf.

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Commento

  1. Il lambic è un prodotto di nicchia che non fa mercato, anche per questo i produttori sono via via scomparsi ed ora ce ne sono molto pochi Boon, Girardin, Cantillon, 3 Fonteinen, Beersel, Hansens, De Cam e Tilquin (quest’ultimo in controtendenza perché nato da poco) c’è da dire che purtroppo troppo è spesso disprezzato dagli enofili (che odiano il bretta) e dai birrofili che gli preferiscono altri stili.
    Parola di proprietario di enoteca/beershop che di questo stile (insieme al vino “naturale”) ne fa il suo cavallo da battaglia!!

  2. Wow, il Lambic! Prodotto di cui so talmente poco che pensavo fosse “la” Lambic.
    Mi ha sempre affascinato molto e dopo averne letto le tue parole ed il lungo articolo di Kuaska mi intriga ancora di più.
    Urge provarlo.

    Ric.

  3. Grande gioia leggere la tua vicinanza al lambic, una bevanda che ha corso il rischio di sparire ma è stata difesa da produttori come i Van Roy di Cantillon…oggi corre il rischio di perdere la sua identità originale a causa dell’ingresso di alcuni grandi gruppi che non si fanno scrupolo di addolcire con impiego di zucchero la tipica ma modulare acidità del lambic.
    Il nostro gusto è stato gravemente danneggiato dalle bevande zuccherine e dalle alti percentuali di zucchero presenti nei cibi; dobbiamo recuperare il piacere di gustare l’amaro e l’acido, questo è un compito che spetta agli educatori alimentari ma anche a noi gente del web.
    Riprendiamoci il gusto!

    complimenti anche ad Amaro a cui dico: continua così, è un lavoro lungo ma alla fine avrai grandi riscontri.

  4. @Jacopo

    Eh, meno male che non ero il solo. 😉

    @Vittorio Rusinà

    Quanto è vero – purtroppo – il discorso sullo zucchero. Il Prof. Berrino (che per me è un esempio per l’alimentazione nonostante sia un oncologo) infatti, per la maggioranza del mondo occidentale, parla di “schiavitù dello zucchero”.

  5. toh… qualcuno che ha scoperto il lambic senza andare a Brussels… 😉
    Birra difficile, acidità brutale, morbidezze zero, lieviti autoctoni… roba da druido di Asterix… cinghiali e cervogia… ma se avete pazienza, quanti aromi!
    Un suggerimento, pasteggiate, invece di berla così… andrà d’accrdo con qualche piatto nostro, da provare.

  6. da quando il Druido Vit Tirebouchon mi ha introdotto alle Lambic, laddove possibile, me ne prendo sempre una.
    A parte la non spiccata vocazione a piacere a tutti (buon segno! 🙂 mi è sembrato di percepire, sullo stesso prodotto, una variabilità notevole da bottiglia a bottiglia.
    Certe che non mi hanno fatto impazzire, altre veramente ottime.

    Acidamente vostro
    bez

  7. @Farmacista Assolutamente, trovo i Lambic essere capaci di giocare ruoli diversi, dall’aperitivo al dopo cena. Proprio in questi giorni sto provando alcuni abbinamenti con la Gueze. Vedremo.

    @Andrea Grande Bez, anche il mio primo Lambic è opera del “druido” Vittorio. Se non ricordo male era la scorsa estate, eravamo a Melfi in gior per cantine. 🙂

  8. @ bez: è la gioia della fermentazione in bottiglia… birra “metodo champenois” se si può dire così, ovvio che ogni bottiglia fa storia a sé…

    @JC: sono molto curioso come si adatteranno ai nostri piatti… aspetto news; cmq preferisco le kriek o le squisite framboise, ovvero lampone al posto della ciliegia (d’estate… il massimo degli aperitivi!) 🙂

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