in Assaggi, Campionature, Piemonte

Ruché di Castagnole Monferrato, Poggio Ridente 2010

Dei tanti vitigni piemontesi il ruché è uno di quelli che mi incuriosiscono di più. Se ne sta lì, nascosto in qualche decina di ettari intorno al comune di Castagnole Monferrato, la provincia è quella di Asti ed è quasi impossibile trovarlo altrove. Eppure è vitigno che nel bicchiere regala un vino gustoso e dritto. Uno di quelli che a tavola trovano particolare ragione di esistere. Sopratutto adesso, d’autunno. Apparentemente semplice? No, quella è caratteristica distintiva ed anzi di particolare pregio per un vino capace di essere complesso senza apparire complicato.

Poggio Ridente? Si, ancora. Dopo la barbera mi ha colpito proprio per le caratteristiche appena dette. Questo in particolare ha una bella polpa, tanto al naso quanto in bocca. E se all’inizio lascia intravedere note più scure all’assaggio si libera e denota una tattilità di grande freschezza, prima di un finale abbastanza lungo e decisamente equilibrato.

Ruché? Ancora, grazie.

Scrivi un commento

Commento

  1. bel vitigno il Ruchè, accipicchia!
    Mi ricordo, anni fa, uno splendido Ruchè di Luca Ferraris, quando l’azienda era ancora piccola piccola. Adesso non saprei. Però questo Poggio Ridente deve lavorare bene stando a quanto ne dici!

    Ric.

  2. Io finora sono fermo a quello di Nadia Verrua, ma sono convinto che il Ruché sia un vino in grado di mettere d’accordo noi maniaci e tutti i Mario della situazione. Peccato solo ce ne sia così poco. Ad esempio: questo dove l’hai scovato?
    Sani.davide