Parliamo di Nobile? Parliamo di Nobile, eccome. Uno di quelli che già al naso ne capisci subito la provenienza in un’espressione, la 2006, particolarmente fortunata. Di Dora e di Patrizia ho già scritto in più di un’occasione, dell’altro loro 2006, del rosso e della cantina in generale. Rimane il fatto che in un panorama certamente un po’ piatto i loro vini spiccano sempre per espressività ed eleganza. Una sicurezza, a dire poco.
E poi questa riserva, una di quelle da avere in cantina e da aprire periodicamente, straordinaria interpretazione del prugnolo. Il colore è vivo, non ancora granato. Il naso, di rara eleganza, racconta di freschezza, di una florealità profonda, di una terrosità lontana. Ma c’è di più: una leggera speziatura, un frutto che gioca su toni eterei, una leggera sensazione vegetale. In bocca prevale il gusto del Montepulciano (si, esiste, ed è esattamente questo). Una bocca fatta di sapidità e di tannini ancora giovani ma perfettamente integrati, una bocca dal corpo lungo, disteso, fine, a tratti setoso. E poi una leggera acidità, quasi una ciliegia su una torta immaginaria. Il finale, lungo e leggermente asciutto.
Un Montepulciano pazzesco, tra le migliori interpretazioni del decennio.




3 Commenti
Lo voglio!
Paragonabile forse al Riserva di Crociani, stessa annata, molto decantata sul web e provata ieri, ha espresso molto il territorio e la mano delicata dell’azienda come per Sanguineto, vino armonico e femminile come molti Nobili Old Style, non ho riscontrato però quella particolare lunghezza gustativa e golosità che nella 2001 di Crociani è stratosferica al pari di una succosità strabiliante!
ClaudioTenuta
La Riserva 2001 di Crociani è indimenticabile.