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Wine Town a Firenze

Va bene i banchi d’assaggio, i concerti, gli spettacoli teatrali e gli showcooking. Ma la cosa più bella di Wine Town, lo scorso fine settimana a Firenze, era il fatto che tutti gli eventi fossero quà e là, sparsi un po’ per tutto il centro storico, e che il vino fosse coprotagonista di una manifestazione che abbracciava tutta la città coinvolgendo tanto il geek quanto il passante o il turista. Un modo di intenderlo come un compagno ideale di un viaggio alla scoperta di luoghi anche nascosti. Voglio dire, entravi in un palazzo o in una dimora storica, assaggiavi qualcosa, la visitavi, uscivi e facevi una passeggiata. E ricominciavi.

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Commento

  1. Era quello che suggerivo per Verona e le manifestazioni collaterali, cercare un allacciamento con il territorio, la città, il tessuto sociale e allo stesso tempo minimizzare gli spostamenti in macchina e portare la gente a compier esperienze sensoriali meno unidimensionali.

  2. Vedendo e sentendo i vostri resoconti sulla riuscita di wine town di Firenze, mi monta una rabbia e frustrazione nel toccare con mano l’assoluta e colpevole immobilità di una città come Torino che non si sà per quale motivo sia del tutto ignara (colpevolmente ignara) di ritrovarsi al centro (ha addirittura un vigneto urbano!) di un comparto vinicolo di grande qualità e prestigio.
    Organizzano notti bianche per qualsivoglia occasione ma evitano con cura di legare l’immagine della città con il comparto vinicolo.
    Come se fosse una vergogna piuttosto che una possibile fonte promozionale.
    Se qualcuno sa rispondermi.
    Scusa la divagazione.

  3. Quello che in entrambe le manifestazioni è emerso è che la gente è stanca di questi furti autorizzati dallo Stato.