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Le cantine ed i contenuti generati dagli utenti

Il mio intervento di sabato scorso ad Offida era incentrato sull’importanza dei contenuti generati dagli utenti. Quei contenuti (thread sui forum, post  e commenti sui blog, recensioni su social network specializzati in vino ma anche semplici lanci su Twitter, Facebook, Friendfeed e chipiùnehapiùnemetta) che partono dal basso, dal consumatore.

Si, direte, non è una novità. Ma nel vino troppe, troppe cantine hanno un approccio che si può considerare in un certo senso verticale, così abituate a portare avanti la propria comunicazione istituzionale e così poco propense all’ascolto. Il loro grande problema, anche quando riescono ad essere informate su quello che succede online, è questo: la tendenza a guardare al contenuto e non al potenziale valore della relazione che si può instaurare con quel consumatore.

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14 Commenti

  1. I contenuti dal basso sono merce rara. I commenti sui blog sono rari e tanto più i dibattiti, gli stessi blog , salvo rari casi, sono gestiti da professionisti del vino (in origine non lo erano) che non vanno certo a cercarsi contenuti dal basso “scomodi”. Twitter è stracarico di professionisti del vino (produttori maketing man gente che fa comunicazione ecc) che si lanciano una camionata giornaliera di “contenuti dal basso “. Twitter è illeggile per la quantità industriale di “contrnuti dal basso lanciati da questi prof.
    ‘Sta cosa del basso io non la vedo, credo molti leggano e leggano molto volentieri il web i professionisti del vino apprezzano e non disprezzano questi si astengano nella maggior parte dei casi dai “contenuti dal basso”. Comprensibile, tu daresti un consiglio su come guidare una moto a Valentino Rossi o ad uno che si crede di esserlo. Il primo magari ti ascolterebbee sorriderebbe il secondo ti da del cretino e, se ci fai caso, quest’ultima casistica è quello che succede spesso ai “contenuti dal basso” dei blog del vino.

  2. Prova però a guardare la stessa cosa dalla parte dei produttori. Fare una scansione dei contenuti online non è difficile, intrattenere una relazione è più arduo, ma assolutamente fattbilie (è tutto un discorso di buona volontà e di propensione all’ascolto). I contenuti su cui lavorare ci sono, eccome.

  3. puo’ anche essere vero che i contenuti “dal basso” siano mediamente scarsi e troppo numerosi e che twitter diventi facilmente poco fruibile ma il resto del mondo si sta confrontando da tempo con queste realta’ che sono, pare, non solo il futuro ma il presente.

    vedo che il mondo enogastronomico in genere stagna molto sotto questo punto di vista: un esempio su tutti sono le schede dei vini nei cataloghi che sono vecchie di anni e non rispecchiano quasi mai i sentori e le caratteristiche dell’annata in vendita. tanto vale non metterle a questo punto.

    ritengo anche che prima di usare facebook, twitter o seguire anche passivamente i blog tematici i produttori dovrebbero imparare che l’email o la si usa o non la si pubblica.

  4. Jacopo, i contenuti ci sono ma non sono dal “basso”, si è rceato nell’ambito blog e Social network una ampia ed invasiva area autoreferenziale di professionisti che si spalamno sulla rete escludendo di fatto i consumatori ma trattandoli come ricettori di messaggi e non come produttori delgi stessi.
    La marea di prof del vino formatasi nel modno blog ed estesa ai Sn ha prodotto gente che si è costruita un palco ed ha bisogno di un pubblico per sopravvivere e non certo dei suoi messaggi “bassi”.

    SociaList è stata, secondo me, una delle più grandi stupidate che la rete abbia creato. E’ una cosa che affida al sondaggio la realizzazione di una cosa molto seria. I berluscones del vino!!!
    L’ho detto e guarda la reazione: sbeffeggiamenti, insulti e via così. A questi “guru” lo sai cosa gli importa dei messaggi dal basso?? Non gli interessa nemmeno che vini sono andati in lista e perchè, ha fatto tutto il sondaggio per loro. Gli interessa il numero di contatti e di tweet, la massa di mail o di “vita internet” che hanno mosso o la grande rivoluzione del nome (hasta la victoria cabernet!!!) che li fa sentire intelligenti. Cosa c’entra il vino con questo ???
    Quanti sono i produttori che badano a questi peccatucci parapolitici di gioventù con interesse ?? Questo offre la rete ? E allora che messagi dal basso vuoi avere??

  5. SociaList a parte la tua analisi mi sembra un po’ troppo critica (e comunque anche quello che chiami “prof del vino” è un consumatore, al pari di tutti gli altri). Io in questo senso ho dei riscontri molto diversi.

  6. Che il modello di comunicazione della rete sia di tipo orizzontale, non credo vi siano dubbi. E’ anche vero però che la gestione degli strumenti di comunicazione e le scelte editoriali degli operatori, soprattutto rivolte alla salvaguardia di un proprio bacino d’utenza, poi condizionino o limitino la partecipazione diffusa e quindi modifichino quest’assetto.
    Ma io sposterei l’ottica del problema, per affrontarlo dal punto di vista del produttore.
    Dal convegno offidano, mi sembra infatti che emerga un dato interessante e cioè il fatto che operatori della comunicazione on line e settore vinicolo nel suo insieme, abbiano necessità l’uno dell’altro. Cioè in particolare, si senta la necessità da parte del secondo di trovare nei primi un punto di riferimento affidabile per allestirci eventualmente dei rapporti di collaborazione e anche un aiuto per assimilare meglio la natura della rete (basata appunto su un sistema d’interazione, che è in antitesi con i modelli di comunicazione verticale a cui esso è stato abituato).
    L’assimilazione di questo assetto orizzontale della rete da parte dei produttori è a mio parere, decisivo per loro (ovvero assai benefico anche all’interno di un progetto di comunicazione integrato), ma costituire altresì linfa vitale per la rete stessa.
    Argomentazioni più articolate qui, anche nei commenti:
    http://avvinatorebloggato.blogspot.com/2011/09/web-e-vino-un-rapporto-in-divenire.html

  7. Tutti i commenti sono interessanti. Posso solo aggiungere due considerazioni in base alla mia esperienza quotidiana: 1) con il consumatore il contatto privilegiato è ancora quello “fisico”, è ancora fondamentale “scendere in piazza”, e far vedere il proprio faccione… 😉 poi gli eventi stanno diventando sempre più trasversali, sarebbe bello che i produttori si mescolassero con tutti gli aspetti culturali possibili, visto che il vino di cultura ne ha da vendere. 2) ribaltiamo la situazione: dov’è l’utilità del contatto dal basso? Mi spiego: sono io produttore che lo devo stimolare, o devo andare a cercarlo e codifciarlo? Per esempio: da un po’ di tempo sto tenendo monitorato le performance dei miei clienti ristoratori e albergatori tramite i commenti di tripadvisor, e devo dire che ci sono degli spunti mooolto interessanti. Quello che intendo dire è che di strumenti ce ne sono tanti in rete, cerchiamo di cogliere quelli che ci danno anche info indirette, altrimenti rischiamo “commistioni” che poi hanno poco valore in chiave “informativa”… spero di non essere stato sufficientemente chiaro… 😉

    Mirco

  8. L’utilità della comunicazione orizzontale, è quella d’incentivare coinvolgimento e spirito critico di tutti i soggetti che intervengono (produttori, blogger, consumatori).

  9. La tavola rotonda di Offida dev’essere stata molto interessante e credo che il tema dei “contenuti dal basso” sia comunque attuale.
    Da quando frequento il web, di cantine e produttori che utilizzano questo mezzo in modo consapevole ne ho visti davvero pochi. Alcuni però ci sono, magari partecipano solo (si fa per dire!) alle discussioni sui blogs, altri invece sono ancora più attivi e penso per esempio allo stesso Dottori, a Paglia, Ferraro o a Silvia Maestrelli che gestiscono un proprio blog più o meno aziendale e sono presenti sui social networks e non posso che essere in totale accordo con quanto scritto dal Sig. Rinaldo nel suo ultimo post:
    “L’utilità della comunicazione orizzontale, è quella d’incentivare coinvolgimento e spirito critico di tutti i soggetti che intervengono (produttori, blogger, consumatori)”
    Secondo me è il coinvolgimento quello serve e tutti dovrebbero esserne fautori.
    Io per esempio, prima di scrivere bischerate sul vino, sono soprattutto uno che il vino, quando può, lo compra e lo beve e blog, magazines e portali eno-gastronomici sono per me una fonte formidabile di notizie, pareri, informazioni varie da segnare e/o alle quali rispondere partecipando ad una discussione, leggendo il parere di altri consumatori o di bloggers o produttori e devo dire che ne traggo sempre gran giovamento. E credo (e spero) che anche per gli altri sia più o meno così.

  10. conosco molto bene la produzione di bolgheri …. va a finire che lo assaggio…però gli auguro di essere perfetto!! (segue ghigno malefico)……(segue grassa risata)…….(segue pensiero che c’ho già tante cose da fare)…….(segue disinteresse totale per la suddetta produzione di bolgheri)……segue.

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