Vinix Unplugged Unconference, ripensiamola (ma anche no)

Ciao Fil*.

Avevo iniziato a scriverti privatamente ma dopo poche righe mi ero reso conto quanto questa mia riflessione potesse essere uno spunto non solo per te ma anche per tutte le persone che ruotano intorno a Vinix, all’Unconference che precede Terroir Vino e che in generale sono in qualche modo sensibili a tutte le tematiche relative al vino, in rete.

Come sai meglio di me a seguito del recente camp del 12 giugno sono nate alcune osservazioni piuttosto critiche relative a forma e contenuti. Volendo riassumere si potrebbe dire che le argomentazioni sono sostanzialmente tre: mancanza di contenuti interessanti, mancanza di dibattito, interventi troppo (o troppo poco) tecnici.

Anche la mia prima reazione a caldo, nei giorni immediatamente successivi, era stata quella di proporre piccoli cambiamenti. Anche io come altri (pur non avendo seguito tutti gli speech previsti) avevo registrato quegli stessi umori. Mi era parso in particolare che la maggioranza degli interventi fosse troppo autoreferenziale. Come se Genova fosse una vetrina privilegiata per presentare i propri progetti professionali, spesso già conosciuti, di fronte ad una platea estremamente preparata. Una sorta di cassa di risonanza. Mi ero quindi prodigato a dispensare consigli: dalla selezione degli interventi in giù. Su Vinix è tutt’ora in corso un dibattito su questo specifico tema.

Con il passare dei giorni però mi sono reso conto di quanto questa sia una discussione a tratti sterile. L’Unconference è infatti una piattaforma che tu metti a disposizione della comunità. Magari ci potrà essere qualche miglioria tecnica ma il format in sé funziona benissimo. Ho letto di una migliore moderazione, ma non posso pensare che una platea di tale statura non sia in grado di essere all’occorrenza curiosa e ficcante. Se quindi qualcosa quest’anno non è girato nel modo giusto la colpa è di tutti, tanto dei relatori quanto dei presenti. Il paragone che mi viene più immediato è quello con un termometro, come se quello fosse il momento in cui registrare lo stato del vino in rete. Quindi ecco, forse non è un caso che quest’anno sia andata così.

Tutto questo senza nulla togliere alla qualità assoluta di alcuni interventi, immancabili davvero. Il punto è che l’Unconference è sempre di più un momento centrale ed è naturale che le aspettative crescano con lei. Se tutti colori i quali c’erano e ci saranno, me compreso, sapranno fare una piccolissima autocritica sono sicuro continuerà a crescere, com’è naturale che sia.

A presto,
j.

*Filippo Ronco, per chi non lo conoscesse, è l’ideatore e l’anima del portale Tigulliovino, del social network Vinix e della concessionaria di pubblicità tematica Vinoclic. Alcuni anni fa decise di provare a creare un momento di incontro “reale” tra aziende ed utenti. Quell’appuntamento si chiama tutt’ora Terroir Vino ed è entrato di diritto tra le più importanti -almeno per qualità- manifestazioni del vino in Italia. Qualche anno dopo, nel 2009, a margine di Terroir Vino, propose un incontro subito recepito con grande entusiasmo, la Vinix Unplugged Unconference, una sorta di barcamp. Un momento durante il quale confrontarsi su tutte le tematiche calde relative al vino ed alla rete. Un momento libero, dove chiunque, previa registrazione, può prendere la parola e parlare al pubblico presente per dieci/quindici minuti. Poi certo, è anche una persona che stimo moltissimo, ma questo è un altro discorso.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | Tag: , , | Commenta

3 Commenti

  1. Pubblicato 20 giugno 2011 alle 15:12 | Link

    Grazie Jacopo.
    Mi scuso se dopo tanta fatica non sono stato immediatamente propositivo ma credimi, curare tutte quelle cose contemporaneamente e far si che ogni pezzo del puzzle (compreso il ghiaccio, il pane, la palina con il bannerino) siano nel momento giusto al posto giusto, è sfibrante.

    Penso anche io che non sia tutto da rifare, le mie ragioni le ho scritte con un commento al post che hai linkato. Farò tesoro di tutti i suggerimenti e cercherò senz’altro di selezionare ancora di più gli interventi e di arrivare un filo più fresco. L’anno prossimo dovrebbe venire più facile.

    Quello che però mi sta cominciando a frullare in testa è anche che il clima non del tutto sereno del contorno webbarolo abbia in qualche modo inciso. Ne ho scritto oggi di là.

    Grandi #ddb comunque imho.

    Ciao e grazie, la stima è ricambiata, Fil.

  2. Pubblicato 20 giugno 2011 alle 23:57 | Link

    anche io ho partecipato alla discussione su vinix, quindi rimando a quell’ambito. Dico solo questo, il problema di unplugged e di tutte gli incontri tra persone che si interessano di vino in rete e’ che, una volta tolta la rete rimanga solo il vino, argomento che ci sta a cuore certamente, ma che rischia di perdersi in un minestrone in cui trova posto ogni cosa che abbia la parola vino dentro. E’ un po come organizzare una conferenza dal titolo: Il Vino. Come la vedreste voi? Io ne rimarrei un po scettico.

  3. Pubblicato 22 giugno 2011 alle 01:04 | Link

    Certo Gianpaolo, in teoria però il topic trainante dovrebbe essere il rapporto tra vino e web. Che poi comunque ci siano anche interventi completamente diversi non può che essere un bene, purchè siano interessanti, ovvio.

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