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L’immancabile report da Spoleto e Vini nel Mondo

La mia panoramica sul trebbiano spoletino. Il Fiano di Avellino di Vadiaperti, il Grecomusc’ di Cantine di Taurasi, l’incontro con Antonio di Gruttola e la scoperta del suo progetto “enoculturale” per il recupero sia dei vitigni storici sia dei vigneti più vecchi. Ma anche alcuni dei suoi vini, da Cantine Giardino a Camerlengo, da Guttarolo a Il Cancelliere e Caprareccia. Il San Giorgio di Lungarotti e poi l’idea e la sfida di confrontarsi con i baluardi del vino e cercare di esaltarli con un piatto in abbinamento: il Trebbiano d’Abruzzo di Valentini, il Rosato di Massa Vecchia, Il Chianti Classico di Giovanna Morganti, l’Oslavje di Radikon, il Barolo di Cappellano e il Passito di Pantelleria di Ferrandes.

Questo è stato il mio “Vini nel Mondo” a Spoleto, manifestazione finita ieri sotto un temporale di quelli che non si vedevano da tempo. Dice: “noi eravamo in sala degustazione, chissenefrega della pioggia“. Eroi.

Una manifestazione caratterizzata da due aspetti. Da una parte i produttori, pochi ed assenti. Come avevo già scritto un paio d’anni fa sono troppe la cantine che aderiscono senza essere fisicamente presenti ma inviando solamente i propri vini per i banchi d’assaggio. Per carità, niente contro i sommelieri. Ma ascoltare un vino dalla bocca di chi lo ha generato è tutta un’altra cosa. E poi possibile che sul sito non ci fosse l’elenco dei produttori presenti? Dall’altra le degustazioni, sempre di più e sempre più interessanti e coinvolgenti. Appuntamenti di enorme interesse, organizzati quest’anno anche in collaborazione con il team del Gambero Rosso (prima era Porthos). Approfondimenti come non se ne vedono spesso: per me “Vini nel Mondo”, sarà per la vicinanza, rimane data segnata. Di quelle che proprio preferisco non mancare.

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11 Commenti

  1. I miei complimenti per la degustazione del trebbiano, un evento davvero da ricordare, sia per quanto riguarda i vini assaggiati sia per l’atmosfera che si respirava in sala. Anche gli accenni polemici che si sono venuti a creare, per quanto poco in linea col clima dell’ evento, se letti col giusto spirito hanno contribuito a dare una chiave di lettura un po’ più completa a chi come me (magari ero l’unico) non è un “tecnico” ma un semplice appassionato con una ridotta esperienza.

  2. … O peggio, quando non c’erano i sommelier c’erano i ragazzi dell’alberghiero, che sbicchieravano vini manco fosse gazzosa. Mi sono soffermata a parlare con tre-quattro produttori presenti, i quali (guardacaso) erano quasi sempre i nomi meno noti, come se i “grandi” non avessero tempo da perdere per la manifestazione. Apprezzo chi si presenta mettendoci la faccia, e parlando dei propri prodotti con l’entusiasmo di chi, quei vini, li ha visti “crescere”.

  3. Ho notato anche io la scarsa partecipazione dei produttori, e a volte anche la poca “preparazione” dei Sommelier & Co., che non sapevano neppure cosa stavano servendo.

    Ma credo dipenda un pò l’impostazione della manifestazione che, imho sembra non voglia tanto promuovere il vino, quanto la città di Spoleto.

    Per non parlare della delusione nel visitare il desk dei vini del Lazio.

    E poi una voce che ho sentito girare tra i pochi, per fortuna, visitatori del venerdi: ma i vini, quelli del “mondo”, in giro ci sono???

  4. E` vero quello che ho letto in quesi commenti,pochi produttori,pochi vini del mondo. Io mi sono soffermato un po` con i fratelli Follador di Casa coste piane anche se il loro carattere non era certamente “espansivo”. Nel contesto pero` non e` manifestazione da buttare e poi ho conosciuto Jacopo che si e` presentato con un rosato di Massavecchia che spaccava la faccia. Grazie Jacopo!

  5. Un plauso ad Emanuele perchè, anche se non tecnico, ha pienamente compreso compreso la vis polemica di chi comunque ha lavorato al progetto DOC Spoleto.
    @ Jacopo – ho provato ad inviare al tuo indirizzo email la relazione che accompagnava la proposta di disciplinareper il Mipaf ove potresti trovare elementi interessanti per approfondire la tua conoscenza sul trebbiano spoletino. Mi è tornata indietro.

  6. Non capisco (da ignorante) perchè si insiste a presentare vini di produttori, sapendo che poi non partecipano (e alcuni di loro non partecipano a nessuna manifestazione) per poi criticarli.
    Per me non ha molto senso.

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