Il San Giorgio di Lungarotti

Come scrivevo  Vini nel Mondo è stata una gran bella occasione per approfondire alcuni vini grazie alle tante degustazioni in programma. Il San Giorgio di Lungarotti raccontato da Alessandro Scorsone una di queste. E ci sarebbero tantissime cose da scrivere a proposito di questo storico taglio di cabernet sauvignon e sangiovese nato nel 1976. Inizio dall’ultima e dalla più banale: preferisco il Vigna Monticchio, l’etichetta che forse più rappresenta la cantina di Torgiano nel mondo, sangiovese e canaiolo da un unico (mitico) appezzamento.

Trovo sia più espressivo, più territoriale, più fine. E poi ha quella componente di leggiadria che nel San Giorgio è molto difficile da trovare (primi anni a parte, quando il sangiovese faceva la parte del leone). Certo, è indiscutibilmente elegante. E molto. Deve trovare però un’annata molto equilibrata, come per esempio la 2001, per esprimersi al meglio e trovare quella freschezza che magari in altre stagioni latita un po’. Alla fine è tutto un discorso di quell’immediata piacevolezza, quella che ti fa ritornare subito al bicchiere successivo e che in bicchieri come il 2000 e 2003 (ma anche nel 1997) invece manca. Per capirci: è vino che in alcuni momenti, in particolare nelle annate citate, mi è sembrato un po’ fermo, monolitico nell’esprimersi e di non così facile lettura. Con le dovute eccezioni, certo: ad averne, quando la vendemmia è quella giusta.

San Giorgio 1979 (sangiovese 70%, cabernet sauvignon 30%). Un mostro di integrità. Dal colore ai profumi. Evoluto ma mai stanco il primo, freschi, pungenti, avvolgenti i secondi. Intrigante in tutte le sue sfumature, certamente maturo ma al tempo stesso intatto. Rabarbaro, cuoio, caffè, ma anche ciliegia sotto spirito e una florealità lontana, quasi evocativa. Fresco, di succo e di eleganza. Finale lungo e vibrante. Una sorpresa. ****+

San Giorgio 1997 (cabernet sauvignon 50%, sangiovese 40%, canaiolo 10%). Elegante, certo. Pieno ed avvolgente nelle spezie e nel frutto. Austero, equilibrato, lungo. Eppure sembra non esserci quella grinta capace di proiettarlo lontano. Buono, forse didascalico, certamente difficile da immaginare tra dieci anni. ****-

San Giorgio 2000. Uh, ecco il cabernet. Così riconoscibile e definito. In bocca è più amaro, meno equilibrato e caratterizzato da un tannino tanto verde quanto poco integrato nell’interezza dell’assaggio. Bel finale, lungo e definito. ***+

San Giorgio 2001. Grande vivacità ed eleganza. Da subito piacevolissimo, invita immediatamente all’assaggio senza passare dal via. E’ bello come riesca a coniugare un forte richiamo territoriale ad un’espressività data dall’assemblaggio. Un tutt’uno in continua crescita. E poi in bocca è splendido: fresco, equilibrato, teso. Sul finale ritorna sul frutto, quasi a crescere sempre di più. Il vino della giornata. *****-

San Giorgio 2003. Come spesso capita c’è da chiedersi se la cantina (non solo questa, anzi) lo avrebbe prodotto se non avesse già saltato il 2002 per i propri vini più rappresentativi. In particolare in Umbria. Il San Giorgio non fa eccezione. Di certo si tratta del bicchiere meno profondo, pur piacevole nel distendersi giocando su toni molto maturi. Da bere. ***

San Giorgio 2004. C’è freschezza, intensità, eleganza. Grande naso, tra i migliori per complessità e varietà. Dall’amarena alla ciliegia, dalla vaniglia al cacao. Attacca con un’alcolicità appena accennata ma è assaggio decisamente equilibrato, pieno, piacevole, lungo. ****

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Degustare come atto pratico, Umbria | Tag: , , , | Commenta

Un Commento

  1. francesco ri
    Pubblicato 7 giugno 2011 alle 13:29 | Link

    Vigna monticchio tutta la vita e antecedente al 2001, perchè ultimamente troppo piacione.Il san giorgio a mio parere dovrebbe essere modificato nell’uvaggio.

Commenta

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I Campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Sottoscrivi senza commentare



  • La gestione della pubblicità su questo blog è affidata al network Vinoclic.

  • Enoiche Illusioni?

  • Contatto

    jacopo(punto)cossater, la chiocciola, e poi gmail.com

  • Twitter



  • Archivio


  • Tag Cloud

  • Creative Commons

    Creative Commons License