I tre giorni del condor (o della Via Emilia)

Partire all’alba di un venerdì d’estate per la provincia di Pavia. Fatto.
Ascoltare i silenzi di Lino Maga mentre ripercorre la storia del suo vino. Fatto.
Sedere allo stesso tavolo dove amavano banchettare Veronelli e Brera. Fatto.
Bere un Barbacarlo di trent’anni e capire tutta la grandezza di un piccolo vino. Fatto.
Affezionarsi al caos creativo di Vittorio Graziano. Fatto.
Cantare Vasco passando in macchina da Zocca. Fatto.
Addormentarsi nel silenzio più assoluto e svegliarsi al canto del gallo. Fatto.
Bere latte appena munto. Fatto.
Amare Camillo Donati per la più bella delle ospitalità. Fatto.
Scoprire che a Langhirano viene bene anche il cabernet franc. Fatto.
Bere lambrusco sotto ad un cielo fatto di milioni di stelle. Fatto.
Riempire la macchina di vino al limite delle sue possibilità. Fatto.
Amare una realtà fatta di vignaioli (ma sopratutto di persone) che resistono. Fatto.
Trascorrere tre giorni indimenticabili con alcuni dei miei più cari amici. Fatto, fatto, fatto.

By Jacopo Cossater This entry was posted in Parlo da solo | and tagged , , , , , | Scrivi un commento

9 Commenti

  1. Pubblicato il 20 giugno 2011 alle 07:21 | Permalink

    Dire a jacopo che questi articoli semplici ma pieni “sensazioni positive” mi piacciono tantissimo. Fatto

  2. Pubblicato il 20 giugno 2011 alle 10:37 | Permalink

    Grazie Luca.

  3. Marco
    Pubblicato il 20 giugno 2011 alle 11:37 | Permalink

    You can dance
    You can jive
    Having the time of your life
    Ooh, see that girl, watch that scene.
    Diggin the dancing queen (…)

    Sentirsi travolti dalla nostalgia. Fatto

  4. Pubblicato il 20 giugno 2011 alle 22:49 | Permalink

    La “potenza” della Via Emilia a volte stupisce anche me! ;-)

  5. Nic Marsèl
    Pubblicato il 21 giugno 2011 alle 13:46 | Permalink

    Jacopo,
    beato te :-)
    Una curiosità : il barbera 2009 di Camillo Donati frizza o non frizza?

  6. Pubblicato il 21 giugno 2011 alle 14:42 | Permalink

    Ahimè no. I rossi del 2009 sono molto lontani dalla presa di spuma. Anche Camillo dubita la situazione possa cambiare.

  7. alan
    Pubblicato il 24 giugno 2011 alle 12:59 | Permalink

    spero che un giorno capiti anche a me…che invidia.

  8. Pubblicato il 24 giugno 2011 alle 19:28 | Permalink

    farsi mandare a fare nel … da fabio (che abita lungo la via emilia) perchè non gli ho detto che era da queste parti: fatto! :) )

  9. Pubblicato il 26 giugno 2011 alle 12:15 | Permalink

    Mi dispiace Fabio :(

3 Trackback

  • Di Sempre su quella strada | enoiche illusioni il 13 luglio 2011 alle 10:29

    [...] Via Emilia, quella dei tre giorni, dei lambruschi, delle persone, delle emozioni, è di là, su Intravino. In un post decisamente [...]

  • [...] è capitato su queste pagine con una certa frequenza è forse la scelta più prevedibile. La via Emilia, quei ritmi che quando si tratta di rifermentazioni in bottiglia inesorabilmente rallentano. Tutto [...]

  • Di A sud di nessun nord | enoiche illusioni il 8 marzo 2012 alle 23:38

    [...] qualche giorno in giro è più facile guardare a nord che a sud. Penso alle Langhe, alla recente Via Emilia o magari anche al Carso. Vorrei invece girare la bussola e andare a scoprire zone che conosco molto [...]

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