Alla fine se ne sono accorti

Sul web c’è una cosa che è sempre meglio evitare, ed è valida in quasi tutti i casi: sottrarsi al dialogo. Il fatto è che stavo rileggendo alcuni dei commenti relativi all’ultimo caso Gambero Rosso, su Intravino, e mi dicevo: “possibile non intervengano per spiegare, o anche solo per scusarsi?“.

Il fatto: sull’edizione del 20 giugno dei “Tre bicchieri”, quotidiano digitale della casa editrice romana, appare un ottimo articolo a firma di uno dei redattori sullo stato delle esportazioni italiane con riferimenti precisi a volumi e prezzi. Peccato fosse un clamoroso plagio e che lo stesso identico pezzo fosse stato pubblicato il giorno prima dal blog “I numeri del vino“.

Può succedere? Non dovrebbe ma si, può capitare. Non sono stati loro i primi a copincollare e di certo non saranno gli ultimi. Sarebbe bastata una nota, una precisazione, la giusta attribuzione il giorno successivo, e tutto si sarebbe (più o meno) sistemato. Invece no, ad oggi sono usciti altri tre numeri del quotidiano e di riferimenti a quanto successo non c’è traccia. Eppure al Gambero Rosso sanno il fatto loro. Sono gli stessi che organizzano il master in “Comunicazione e cultura enogastronomica”. Anzi, a guardare bene il programma del corso si vedono voci quali “La comunicazione d’impresa” e “Strategie di comunicazione integrata”. Invece niente, nessuna reazione, neanche a commento dei diversi post di questi giorni.

Non capisco, o non lo sanno (in effetti impossibile) oppure hanno deciso di fare finta di niente. In entrambi i casi non è che facciano una così bella figura.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | Tag: , , , | Commenta

3 Commenti

  1. G
    Pubblicato 24 giugno 2011 alle 11:33 | Link

    E’ brutto non avere iniziativa, copiare l’opera altrui, non citare la fonte e soprattutto essere così presuntuosi da non ammettere di essere stati pizzicati con le mani nella marmellata. Ops! E’ anche brutto sentirselo dire :)

  2. giacomo
    Pubblicato 24 giugno 2011 alle 13:20 | Link

    non è che al gambero scrivono i blog senza poi seguire i commenti dopo? come fosse un giornale tradizionale…

  3. Pubblicato 24 giugno 2011 alle 13:54 | Link

    Non credo, sono sicuro prestino molta attenzione ai loro blog “corporate”. Il problema è di mentalità, e qui il tuo paragone con la stampa tradizionale è particolarmente calzante.

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