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Male non fa

Su Vinix c’è una bella discussione a proposito del movimento dei vini normalmente definiti come naturali. Una delle tante, in effetti. La particolarità in questo caso riguarda il nome dell’autore del post: Francesco Maule, figlio di Angiolino (la cantina è La Biancara a Gambellara), riferimento assoluto del movimento e padre fondatore prima di Vini Veri e, dopo la scissione del gruppo, di VinNatur.

Non è certo questa la sede per fare un riassunto, il consiglio è quello di leggere i tanti contributi direttamente lì. Quello che ho notato però è quanto a volte certi produttori tendano ad alzare una barriera per dividere in modo netto e definitivo il loro lavoro (certamente migliore, almeno dal loro punto di vista) da quello di tutti gli altri. Voglio dire, è ovvio che andare verso una maggiore naturalità, intesa come un minor interventismo tanto in vigna quanto in cantina, non può che essere una cosa assolutamente positiva, ci mancherebbe. La sensazione però è che tanti produttori che potrebbero essere ancora maggiormente di riferimento ponendosi come esempi, dando una mano agli altri, facendo divulgazione e formazione, a volte decidano di non dialogare. Come se “l’altro”, il “non naturale” sia troppo lontano, e a dividerli ci sia un muro. E questo non può essere che un male.

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Commento

  1. non sarà per caso egoismo da parte di questi produttori!? il fatto di tracciare una linea di confine tra l’uno e l’altro non può che indebolire i rapporti tra “colleghi”. Ma come in tutte le cose succede sempre così…

  2. Ho avuto modo di conoscere Angiolino Maule, e non lo riconosco nelle descrizioni che vengono fatte di lui. E’ certamente forte delle sue convinzioni, ed anche testardo, ma mi è sembrato un buon ascoltatore, e non arroccato sulle sue posizioni.