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Il vino rosso, d’estate

Poi uno dice le banalità, ma in questo momento, mentre scrivo, il termometro in casa indica quasi 21 gradi. Solo una cosa quindi: è arrivato ufficialmente quel momento dell’anno in cui i vini rossi si mettono in frigo almeno un’ora prima di portarli a tavola. Perchè va bene i corsi dell’AIS e le temperature di servizio e tutto il resto. Ma a diciotto gradi beveteli voi. Io, freschi.

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14 Commenti

  1. Argomento molto interessante.
    Ieri sera per cena con mia moglie avevamo voglia di aprire qualcosa di buono da abbinare con la bella cena che avevo preparato, la scelta è caduta sul Collepiano 2005 di Caprai.
    In casa temperatura di 21 gradi, mi sono posto la domanda slla giusta temperatura…alla fine abbiamo cenato in giardino dove c’era un po’ di “arietta” e tutto è andato bene.
    In realtà è che quando ho delle bottiglie un pochino “importanti” ho sempre il timore che il passaggio in frigo e la temperatura più bassa mi facciano perdere qualcosa. Timore fondato? Che ne pensi? ciao

  2. Prendere il vino direttamente dalla cantina…ecco la mia ricetta…
    già fresco e nessun bisogno di frigo, libidine!
    così è stato fatto l’altra sera con il Cirò superiore di Avita (doppia libidine)

  3. Sai, Daniele. Il fatto è che in genere io tengo molto il vino nel bicchiere. Ecco che quindi inesorabilmente la temperatura (piano) si alza fino ad avvicinarsi a quella dell’ambiente. Ovvio, sarei un pazzo a pensare di bere tutti i rossi a 15°. Ma mi piace cominciare a berli (più) freschi, tanto poi qualche grado lo prendono in pochissimi minuti (da qui il passaggio in frigo per tutti).

    Guido, il cirò a’ vita bevuto appena fresco è una grande libidine 😉

  4. Amo i “rossi estivi”, ovviamente senza, o con poco tannino…
    Vogliamo far qualche nome o tipologia?
    Rossese, Schiava, Grignolino, Pelaverga, Freisa (d’Asti), Bardolino, Marzemino, qualche Pinot Nero, per non parlare dei Lambrusco, Bonarda…
    E scendendo Piedirosso, Gragnano, Perricone, Frappato…

    Che ne pensate, anche degli eventuali abbinamenti?

  5. scrivi davvero bene, complimenti!! io non ne capisco molto di vini..mi piacerebbe seguire un corso di sommelier, visto che sono Toscana e qui di vini buoni ce ne sono davvero tanti. ultimamente bevo molto il Santa Cristina, lo conosci? a me sembra un vino semplice e corposo.

  6. Grazie Camilla, gentilissima. Quanto al Santa Cristina certo, lo conosco. Che dire? Si, è un vino fatto bene, eccome (in particolare per il prezzo che ha). Ma vedrai che, con il tempo, comincerai ad apprezzare altri vini. Diversi, magari più espressivi del territorio che li vede nascere.

  7. infatti!! avevo già ammesso di essere un pò ignorante in materia 🙂
    di vini buoni in Toscana ce ne sono tantissimi..però molti sono davvero costosi, si possono bere una volta ..sennò si rischia di dissipare il proprio patrimonio!!
    cmq in generale apprezzo molto la casa Antinori (non a caso anche il Santa Cristina fa parte di questa cantina) ..
    in questo periodo a Firenze c’è il Florence Wine Event..ci sarai?

  8. Ovviamente si parte dai vini più conosciuti…e poi se la passione prede si comincia ad andare a degustazioni/incontri etc che davvero ti aprono un mondo! e soprattutto c’è un mondo di grandi vini che non costano patrimoni, anzi! Se mi posso permettere ti consiglio un evento (un pò avanti nel tempo cmq, dovrai portare pazienza) che è “La Terra Trema” al Leoncavallo di Milano dove l’anno scorso erano presenti fior fiore di aziende, per lo più sconosciute al sottoscritto ma davvero di qualità eccelsa e poi che affari che ho fatto quel giorno!!!!