Trebbiano spoletino, se non ora quando?

Sono appena tornato da una serata organizzata da Slow Food qui a Perugia durante la quale ho raccontato la storia ed il presente del trebbiano spoletino. E certo, abbiamo anche assaggiato qualcosa di molto buono. Alcune persone credono che avendone scritto sull’ultimo numero di Enogea io abbia anche titolo per parlarne in pubblico. Forse hanno ragione, forse no, in entrambi i casi ne sono piuttosto onorato. E’ vitigno in cui credo ed alcune bottiglie sono certo siano grandi ambasciatrici di questa piccola regione.

E poi è stata una bella palestra per la grande degustazione di Genova. Quella che si terrà durante la prossima edizione di Terroir Vino e che, lunedì 13 giugno alle 17.00, mi vedrà raccontare le migliori aziende ed il loro trebbiano spoletino targato 2009. Sul sito della manifestazione l’area dedicata da cui è possibile acquistare i biglietti. Se siete in zona ci vediamo lì, credo ne valga la pena.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Vedo gente, faccio cose | Tag: , , , , | Commenta

16 Commenti

  1. Barbara
    Pubblicato 16 aprile 2011 alle 08:29 | Link

    Ciao Jacopo, complimenti per come hai raccontato la storia del trebbiano spoletino ed anche per il materiale che hai portato. Visto il lavoro ed il tempo impiegato per l’articolo di enogea, mi sembrava molto interessante farlo conoscere e trasmettere un po’ di quel sapere a persone che per svariati motivi non hanno acquistato quel numero ma che sarebbero stati interessati a conoscere un po’ di piu’ in merito a questo vitigno. Grazie! In bocca al lupo per Genova e W il trebbiano.. spoletino! :)

  2. Pubblicato 16 aprile 2011 alle 09:18 | Link

    Sono molto felice di averti tra le 4 #ddb di quest’anno, la prima edizione :)
    Grazie per aver creduto in questa cosa.

    Ciao, Fil.

  3. Pubblicato 16 aprile 2011 alle 14:44 | Link

    Grazie ragazzi! Barbara, è stato bello confrontarsi sul trebbiano con chi non lo conosceva così bene, grande serata. Fil, ci vediamo presto. :)

  4. francesco ri
    Pubblicato 18 aprile 2011 alle 09:55 | Link

    Se posso dare un consiglio il trebbiano lasciatelo riposare un pò in cantina, da molte soddisfazioni in più rispetto al ”trebbiano annata”.

  5. Pubblicato 18 aprile 2011 alle 11:09 | Link

    Verissimo, sempre.

  6. Andrea Millucci
    Pubblicato 18 aprile 2011 alle 18:40 | Link

    Parlate del Trebbiano Spoletino con saccenza sparando sonore panzane su quest’uva che stanno evidentemente sopravvalutando. Ho visto anche i vini che saranno degustati a Genova. Ma davvero conoscete la situazione del Trebbiano Spoletino? Ma siete al corrente che la stragrande maggioranza dei Trebbiano Spoletino imbottigliati (e in particolare tre di quelli che degusterete a Genova: bocca mia taci!) sono fatti con una piccolissima parte di Trebbiano Spoletino e il resto sono altre uve che con il territorio non hanno nulla a che fare?
    E non è nemmeno difficile scoprirlo: basta avere un po’ di naso e le papille ben attente per scoprire, netti e chiari, profumi e sapori di Francia. E ben lo sanno i produttori che tacciono per non fare franare il castello di carte che stanno costruendo.

  7. Pubblicato 18 aprile 2011 alle 18:51 | Link

    Andrea, ti posso solo dire che questi “netti e chiari” profumi di Francia in una degustazione alla cieca di tutte le aziende produttrici non sono affatto emersi. E mi riferisco all’annata 2009. Queste sono dicerie, per quanto io ne so. Se fossero supportate da prove reali serebbe la magistratura ad occuparsene e non piccoli blog di provincia come questo.

  8. Andrea Millucci
    Pubblicato 18 aprile 2011 alle 19:06 | Link

    Caro Jacopo, non sono dicerie e te l’assicuro, soprattutto per esperienza più che diretta in cantina. Per non parlare del Sagrantino che spesso non è proprio tutto Sagrantino. (Anche qui, la Francia fa la sua parte, ma è chiaro che non si può e non si deve dire, ma tutti lo sanno).
    Credimi nel Trebbiano Spoletino, di Trebbiano Spoletino non ce n’è molto: chi ha il coraggio di farlo in purezza (veramente) sono solamente in tre. Il resto sono tutti assemblati con altri vini e anche in modo molto pesante. E tutti i produttori lo sanno. Ma proprio tutti. Ognuno è libero di credere alla favola che meglio preferisce.

  9. Pubblicato 18 aprile 2011 alle 22:28 | Link

    Che dire Andrea, registro le tue parole con preoccupazione e con la volontà di informarmi al meglio delle mie possibilità. Al tempo stesso, però, permettimi quel po’ di fiducia.

  10. francesco ri
    Pubblicato 19 aprile 2011 alle 07:10 | Link

    Che qualcuno sauvignoneggia non c’è dubbio, ma affossare tutti per alcuni manco quello va bene.Ma sulle caratteristiche del trebbiano basta bere dei vecchi trebbiani, quelli erano tempi non sospetti e non penso che già c’erano interi filari di sauvignon a spoleto.Sulla saccenza non si giudica se non si vuole essere giudicati.

  11. Andrea Millucci
    Pubblicato 19 aprile 2011 alle 10:22 | Link

    Sì certo la fiducia è sempre ammessa anzi ben accetta, ci mancherebbe.
    Quello che proprio non mi va giù è che vogliono fare passare il Trebbiano Spoletino per quello che non è, cercando di renderlo elegante con il Sauvignon Blanc (bravo Francesco Ri!) e non da ultimo il Viognier.
    E ve lo dico perché ho visto con i miei occhi e tutti lo sanno ma tutti stanno zitti perché fa comodo a tutti. (E anche sulla purezza del Sagrantino c’è tanto da dire)

  12. francesco ri
    Pubblicato 19 aprile 2011 alle 11:14 | Link

    Più che il profumo ho visto proprio i grappolini del vitigno francese.Sul sagrantino posso solo dire di diffidare da sagrantino ”piacioni” che dopo 3 -4 anni gia si bevono bene(li potrebbe essere presente altro vitigno).Questa cosa dell’arricchire succede anche da altre parti, tipo in qualche pecorino, ma purtroppo anche in molte altre zone.Il trebbiano spoletino bisogna lasciarlo nella bottiglia per poterlo bere(come dicevo sopra), soprattutto per smorzare l’acidità, chi esce con trebbiani dopo 4-8 mesi è li che la cosa puzza, infatti jacopo assaggiando la 1991 di spoleto ducale ha dimostrato tutto cio.Purtroppo siamo nel mondo delle scorciatoie,e nel mucchio c’è chi se ne approfitta, ma a jacopo va un plauso per la promozione del trebbiano e del territorio indirettamente.

  13. Andrea Millucci
    Pubblicato 19 aprile 2011 alle 11:30 | Link

    La mia non era una critica a Jacopo, ci mancherebbe. Era solo un’esortazione a essere più cauti, soprattutto con certi produttori “scaltri”.

  14. Lorenzo
    Pubblicato 20 aprile 2011 alle 14:27 | Link

    Da semplice consumatore\appasionato: immagino da solo che non si possano fare i nomi dei produttori scaltri…..ma forse, senza problema, si possono citare e sottolineare i tre coraggiosi che fanno veramente il 100% in purezza….o no?

  15. Pubblicato 22 aprile 2011 alle 13:35 | Link

    Chi non ha mai fatto una cuvée scagli la prima pietra… ;-) Le degustazioni seriali #trebbiano1 e #trebbianoromagnolo1 le abbiamo organizzate proprio con l’intento di capire che “sapore ha” il Trebbiano, e di “francesismi” ne abbiamo trovati… Conoscere un vitigno, anche uno semplice, come il Trebbiano, che però ha tratti distintivi sia a livello olfattivo che gustativo, non è per niente facile, occorre specializzarsi… la tentazione di “migliorare” i proprio vini, anche in chiave di mercato, è sempre in agguato; mi verrebbe però da pensare che chi vuol fare il vignaiolo per tutta la sua carriera, forse sarebbe meglio seguisse una via personale anzichè facili scorciatoie, perchè alla lunga paga, almeno, questo è ciò mi sta insegnando la mia piccola esperienza di produttore… Poi Jacopo in questi giorni ti porterò degli “esercizi”… ;-)
    A presto

    M.

  16. giancarlo fiorelli
    Pubblicato 30 aprile 2011 alle 11:33 | Link

    Come coordinatore del gruppo di lavoro per la proposta di lavoro della Doc Spoleto Trebbiano Spoletino, penso di conoscere la realtà sia in termini produttivi che qualitativi. E la realtà e che l’ uva di trebbiano spoletino allo stato attuale non è molta sostituita nelle zone vocate dai rossi del territorio che tanto hanno, non sempre a ragione, tanto decantato. Sono comunque alcune migliaia di quintali sufficienti però a far conoscere, apprezzare e vendere il vino anche in purezza. Quello che mi conforta è il fermento di questi ultimi giorni, dopo la certezza che il decreto sulla Doc Spoleto sarà fimato a breve, sono stato contattato da diversi viticoltori interessati sia a sovrainnesti che a nuovi impianti di trebbiano spoletino. Con un mio sogno: uno splendido spumante SPOLETO metodo classico. Ad majora

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  1. [...] prossimo 13 giugno, ne avevo già scritto quà e là, a Terroir Vino (Genova) ci sarà una degustazione di trebbiano spoletino condotta dal [...]

  2. [...] E proseguendo con le domande possibili: chi si ingrugna? A parte chi non c’era, e senza voler dare addosso ai soliti giornalisti, che ormai è come sparare sulla Croce Rossa, ci sarà più di un eno-qualchecosa che avrà da ridire leggendo twitt molto naif e molto poco tecnici. Anche se qualcuno avanza analisi di qualche profondità che richiamano vecchie polemiche: [...]

  3. [...] E proseguendo con le domande possibili: chi si ingrugna? A parte chi non c’era, e senza voler dare addosso ai soliti giornalisti, che ormai è come sparare sulla Croce Rossa, ci sarà più di un eno-qualchecosa che avrà da ridire leggendo twitt molto naif e molto poco tecnici. Anche se qualcuno avanza analisi di qualche profondità che richiamano vecchie polemiche: [...]

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