Barbera dell’Emilia IGT Camillo Donati 2006

Barbera | <10 €

Ho dovuto ricontrollare, davvero non mi ricordavo se ne avessi mai scritto. E no, in effetti. Eppure il nome di Camillo Donati è comparso su queste pagine più di una volta, sempre però legato al suo lambrusco (e sauvignon) o comunque a quella che alcuni avevano timidamente definito come la nouvelle vague della tipologia.

Ho dovuto ricontrollare dicevo. Perchè è da tempo che sostengo che uno dei migliori vini che escono dalla cantina di Arola, la provincia è quella di Parma, sia la sua barbera. Una bottiglia che chiude un cerchio, che ridefinisce ai miei occhi questo vitigno così diverso in base a luogo, terreno, viticoltore. Una barbera sempre di grande espressività, leggera da bere e profonda nel rivelarsi. Un vino adorabile in tutto e per tutto.

Ecco, tutta questa introduzione per dire che l’altra sera ero a cena da Simone Padoan alla pizzeria I Tigli e in carta ho visto la barbera di Camillo Donati. Miracolo, del 2006. E certo, potrei stare qui a scrivere di quanto quella sua anima frizzante fosse solo appena sopita, di come i suoi profumi siano diventati più viscerali, più passiti, più profondi e di quanto in bocca fosse una continua sorpresa, un bicchiere chiamava immediatamente il successivo. Invece no, mi limiterò a scrivere che quella non era l’ultima bottiglia. E che è in carta a dodici euro.

By Jacopo Cossater This entry was posted in Assaggi, Emilia-Romagna | and tagged , , | Scrivi un commento

4 Commenti

  1. Pubblicato il 14 aprile 2011 alle 07:16 | Permalink

    uno dei miei vini preferiti, un grande rosso…grazie per queste tue note sulla Barbera di Camillo Donati, sono la conferma che anni fa non sbagliai ad innamorarmi dei vini di Camillo

  2. Pubblicato il 14 aprile 2011 alle 14:50 | Permalink

    Che buono il barbera di Donati! Di gran lunga il suo vino che preferisco assieme alla malvasia. Mi ha fatto piacere incontrarti a verona Jacopo :-) e grazie delle ottime dritte al padiglione campano !

  3. Pubblicato il 14 aprile 2011 alle 16:20 | Permalink

    E’ stato davvero un grande piacere Nic. A presto.

  4. Pubblicato il 25 gennaio 2012 alle 00:43 | Permalink

    Ma guarda questo blog che mi arriva fino al(la) barbera di Donati… vino che strega, si ama o si odia.
    Primo naso nel bicchiere, te ne allontani disgustato. Un minuto dopo, assaggi, e il filtro d’amore ti ha catturato, indissolubilmente, per sempre.
    Anni dopo, ancora giovane, srotola stoffa sorso dopo sorso, che diresti non finire mai. Fa l’amore con la mariola, provatelo(a).

    Un po’ come il suo lambrusco, terribile se d’annata: lascialo in cantina, dimenticalo, tre anni dopo berrai qualcosa che stenterai a credere: dove i suoi concorrenti sono ormai cadaveri in bara di vetro, il lambrusco di Donati sprizza ben vivo e cresciuto, fattosi ormai vino adulto. Sempre sgarbato, sempre difficile e contadinesco, ma vino vero quanto pochi altri! Potenza della fermentazione naturale. :)

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