Sul perchè è importante visitare le cantine: ci sono vini che dopo aver conosciuto la persona che li ha visti nascere comincerete a bere con occhi diversi. Come se tutto fosse più chiaro. Giampaolo Tabarrini per dire ha un’energia contagiosa che è facile ritrovare in tutta la sua produzione. Solo dopo averlo conosciuto però.
Il Colle alle Macchie è uno dei sagrantino che più fanno affinamento in bottiglia prima di affacciarsi alla vendita. Lui infatti è uno di quei produttori illuminati, ben consapevoli di quanto questo sia vitigno che va valorizzato in un unico modo: aspettandolo.
Scuro, scurissimo, regala sentori di rara tipicità che sterzano verso la terra, profonda e suadente. C’è però anche freschezza ed un frutto ben definito, così integrato a tonalità vagamente speziate. In bocca è austero ed elegante, potente, mai domo nel coniugare straordinariamente tutte le componenti, acidità e trama tannica su tutti. Ha ritmo, richiama il bicchiere con un finale che si assottiglia senza perdere energia. Come Giampaolo.





2 Commenti
Se posso dare un consiglio, bevete i sagrantini di Tabarrini dopo un minimo di 10-15 anni e vedrete che non ve ne pentirete.
Sono uno che predilige l’invecchiamento del sagrantino e del vino in generis, ma rileggendo le mie parole posso dire anche che con i tempi che corrono tante volte, se non si è miliardari poter invecchiare un vino può risultare controproducente, quindi non biasimo chi introduce un sagrantino”giovane”sul mercato parla uno che il sagrantino lo beve dopo 10 anni , quindi tutto dire……