in Degustare come atto pratico

La scoperta del Grignolino

L’avevo scritto venerdì: #grignolino1 si inserisce in quel contesto di degustazioni seriali nate in rete, in particolare su Twitter, che hanno avuto la capacità di riunire decine di persone in diverse occasioni per parlare e confrontarsi su vini particolarmente legati ad un determinato territorio. Lambrusco, Barbera, Aglianico del Vulture, Dolcetto di Dogliani, Prosecco Colfòndo, Trebbiano. E probabilmente è lista destinata ad allungarsi.

Il grignolino è il più rosso dei vini bianchi ed il più bianco dei vini rossi” pare abbia scritto Veronelli. “Probabilmente una cazzata“, così esordisce Maurizio Gily, direttore di Mille Vigne, nel raccontare la storia di un vitigno che attraversa quella del Piemonte e che oggi vede il numero dei propri ettari vitati drammaticamente diminuito. Eppure c’è orgoglio nel coltivarlo, lo vedi negli occhi dei produttori presenti. E’ impossibile imporre un ragionamento utilitaristico, almeno in questo caso, per questo vitigno. E non è solo un discorso di tradizione: c’è una forte componente emozionale nelle loro parole.

Perchè lo devi amare: acino piccolo, poco succo, tanti vinaccioli, rese basse, delicato. Qualsiasi approccio di tipo industriale porterebbe altrove, che qui si parla di terreni impervi, meglio sicurezze. Meglio morbidezze. E infatti nel bicchiere è un vino tannico, con un nerbo acido tutt’altro che delicato. Difficile da una parte, adorabile dall’altra. I profumi prima di tutto, così profondi e sempre delicati di toni floreali, di piccoli frutti rossi appena colti, di speziature molto fini. In bocca poi ha una forza travolgente, è netto, dritto, verticale. Difficile? No, basta saperlo ascoltare per qualche minuto. A tavola, come tutti i grandi.

In degustazione dieci grignolino. Non per giudicare ma per capire. Da Portacomaro ad altre zone del Monferrato sia in provincia di Asti che di Alessandria e Cuneo. Da Dogliani a Barbaresco. Diversi territori, diverse espressioni, consapevoli che “il grignolino ha una personalitá talmente spiccata che qualunque cosa si aggiunga si puó solo peggiorare“, parola di Mauro Spertino.

Anarchico ed individualista“, diceva Veronelli. “Vino scandalo, vino dispari, vino difficile e poco redditizio ma profondamente amato. No pain, no gain“, conclude Maurizio Gily.

(continua)

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  • A proposito di alcuni grignolino | enoiche illusioni 13 marzo 2011

    […] di scrivere di quegli assaggi che più mi erano rimasti impressi nella memoria, mi riferisco alla degustazione di grignolino della settimana scorsa. Assaggi definiti, compiuti, equilibrati e di grande personalità. Lineari, […]