in Assaggi, Umbria

Umbria IGT Palazzone, Muffa Nobile 1996

Sauvignon

I vini dolci, capitolo complesso. Da una parte una certa abitudine dei consumi in particolare nei ristoranti li porta sempre più ai margini dell’offerta. Dall’altra la loro straordinaria capacità, quando così compiuti, di raccontare il proprio territorio come pochi altri bicchieri sanno fare. Regali preziosi, da cercare.

Orvieto per dire è territorio da sempre vocato alla produzione di muffati particolare pregio. Alla Sauternes, volendo fare un paragone impossibile. Le cantine di riferimento in questo senso sono tre. Castello della Sala, con il suo Muffato. Barberani, con il suo Calcaia. E Palazzone, la dicitura sulla bottiglia riporta Muffa Nobilis.

Un vino che a quindici anni di distanza sa raccontare di una freschezza invidiabile e di una personalità non comune. Un vino splendido, elegantissimo, enorme. Senza esitazioni uno dei migliori vini dolci mai passati da queste parti. Un vino ricco, mai stanco, capace di coniugare aromi di grande avvolgenza (dallo zafferano alla pesca sotto spirito, da una speziatura al tempo stesso gentile e dolce ad una fragranza mai stanca) ed una bocca snella, veloce, pulitissima. Parliamoci chiaro, che qui un bicchiere chiama immediatamente il successivo. In bocca è un susseguirsi di emozioni, continuamente tesi, caratterizzati da una grande spalla fresca. Per non parlare poi del finale, interminabile.

Ci sono dei miracoli quindi, anche in posti ingiustamente trascurati come Orvieto, piccolo comune tra il Lazio, la Toscana e l’Umbria. Quindi scusatemi se sarò forse monotematico, ma questa settimana mi sento di volerla dedicare a loro, ad alcuni dei grandi vini dolci italiani.

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