Al lordo di eventuali pause novantaquattro vini in tre ore fanno circa due minuti a bicchiere. Vuole anche il resto?

In questi giorni ho letto alcune critiche (l’ultima in ordine di tempo sul blog di Franco Ziliani, qui) nei confronti delle anteprime in cui si sostiene l’impossibilità di giudicare al meglio così tanti vini in così poco tempo. Ovviamente non posso che essere d’accordo, quando si hanno di fronte un centinaio di assaggi ed è pratica da sbrigare in qualche ora è inevitabile che si perdano di vista tante peculiarità che meriterebbero più attenzione.

Ma c’è un ma. Anzi, due. Se da una parte è infatti vero che quando il tempo dedicato ad ogni singolo bicchiere è di uno, al massimo due minuti, è anche vero che ci si riesce a fare un’idea molto chiara sulla media dei vini che si stanno assaggiando e, di conseguenza, sull’annata. Per dire: troppe acidità, troppo poche, tannini più o meno verdi, sentori di frutta più o meno cotta riescono alla lunga ad esprimere in generale il senso di quel millesimo, probabilmente in nessun’altra occasione è possibile farsi un’idea così completa.

Di conseguenza, i vini che riescono ad avere una marcia in più e ad emergere da quella che può essere considerata la media collettiva spiccano subito, senza esitazioni. Come se tutti i sensi del degustatore avessero una particolare tensione e, di fronte al grande vino, riuscissero immediatamente a capire di trovarsi di fronte ad un campione. In questo caso sostantivo maschile relativo al merito.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | Tag: | Commenta

6 Commenti

  1. Pubblicato 20 febbraio 2011 alle 13:43 | Link

    bah, non sarei così sicuro, Jacopo.

    Nelle degustazioni in batteria ci sono una serie di errori tecnici che si commettono, effetto alone ad esempio (in una batteria da sei, se i primi due o tre sono o appaiono molto buoni, i tre che berrai dopo ti sembreranno più buoni di quanto non siano in realtà) o alcune distorsioni come l’effetto da accumulo di tannini. Oppure se bevi prima un vino che ha maggior corpo o maggiore acidità quello dopo se ha meno estratto ti sembrerà molto più “diluito” di quanto non sia…ecc. ecc.
    Per non parlare dei vini artigianali o naturali che dir si voglia che spesso hanno bisogno di maggior tempo per respirare ed aprirsi al naso.

    Diciamo che per chi fa il degustatore di mestiere le anteprime sono semplicemente il male minore. Tra l’altro – opinione che appartiene anche ad altri – spesso in questo periodo (al di là della giovanissima età dei campioni) i nasi dei vini tendono a chiiudersi per poi sbocciare nuovamente verso marzo…

    Alla fine quelle delle anteprime mi sembrano più una necessità mediatica e commerciale che non il tentativo di una valutazione qualitativa.

    discorso ampio e complesso comunque.

    Ciao e buona domenica.

  2. Pubblicato 20 febbraio 2011 alle 13:55 | Link

    Ciao Mauro, tutto vero. Il mio infatti è discorso molto generale che -volutamente- non prende in considerazione i tanti fattori che anche tu citi.

    Un’altra cosa che mi ha lasciato un po’ perplesso (al di là dell’assaggiare campioni di botte, ma quello è un altro discorso) riguarda quello che potrebbe essere un “falso positivo”, un vino magari particolarmente armonico, già composto ma che, a differenza di altri grandi cavalli di razza, è inesorabilmente destinato a fermarsi prima.
    Ma in fondo sono tutte considerazioni che appunto vanno viste sulla singolarità dell’assaggio, che vuole attenzione e concentrazione. Per questo ho voluto evidenziare, alla larga, gli aspetti positivi del “degustificio”.

    Buona domenica anche a te.

  3. Daniele Serafini
    Pubblicato 21 febbraio 2011 alle 17:14 | Link

    Non sarebbe meglio allora dare solo una valutazione complessiva dell’annata e dei campioni in esame e, al limite, accennare ad alcuni vini che sono sembrati superiori alla media piuttosto che sfornare centinaia di valutazioni in centesimi come qualcuno ha fatto? Da semplice appassionato sono allibito e sinceramente affascinato da tanta capacità e velocità ma anche un pò dubbioso. Quanti di quei giudizi sarebbero modificati o ribaltati tra qualche mese o semplicemente ad un esame un pò più “individuale” e attento?

    Saluti e complimenti per il sito
    Daniele Serafini

  4. Pubblicato 21 febbraio 2011 alle 18:09 | Link

    Mah, ovviamente sono valutazioni da prendere con le pinze. Si tratta certamente di vini in evoluzione, ci mancherebbe. Però è interessante vedere come si comportano in situazioni così, possono essere degli ottimi spunti per assaggiarli di persona, dopo.

  5. Pubblicato 24 febbraio 2011 alle 16:27 | Link

    94 vini sono un’esagerazione. Nel senso che i nostri sensi non arrivano a tanto. Nelle mie varie degustazioni da semplice appassionato ho capito che la mattina è meglio del pomeriggio o sera, che gustare qualche grissino o fetta di pane tra i vari bicchieri è meglio e soprattutto che dopo 20-30 vini le mie papille e la mia lingua sono out.

  6. Pubblicato 24 febbraio 2011 alle 16:34 | Link

    Anche io pago un problema di concentrazione. Ho visto che l’unico modo è quello di prendersi delle lunghe pause tra una sessione e l’altra, organizzando gli assaggi in batterie da 18 vini circa. Il fatto è che non sempre è possibile, dipende molto dal tempo a disposizione.

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