in Parlo da solo

Datemi equilibrio

Il fatto è che alla lunga quelle acidità così spinte (e così celebrate) a volte stancano. Un po’ di morbidezza è rassicurante. #vino

Queste le parole che ho appena scritto su Twitter uscito da una cena con i miei amici qui in città. Certo, non voglio assolutamente generalizzare, anzi. Solo che a volte ho come l’impressione che ci sia una sorta di rincorsa verso una componente acida che sicuramente dona profondità, rende il bicchiere dritto e verticale, garantisce bevibilità. Una sensazione che in troppi oggi sembrano rincorrere. Ma che alla lunga trovo tenda a stancare il palato, al pari di vini troppo tannici e, all’opposto, troppo soffici.

Poi figuratevi, non mi interesso di musica corale russa, la finto rock non la prendo neanche in considerazione al pari della new wave italiana ma, nonostante tutto, provo sempre a cercare un punto di equilibrio (permanente).

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Commento

  1. Non disdegno nemmeno io vini morbidi ma, che siano equilibrati.

    L’abbinamento è quello che ci fa apprezzare maggiormente le caratteristiche di un vino, quando è armonico, ci insegnano. L’ideale sarebbe cambiare bevanda per ogni piatto.

    E cmq io ho sempre in testa la cosiddetta spalla acida :). ciao, Alessandro

  2. Pure Franco Battiato c’aveva un’aspirazione simile a questa! 🙂
    Contesto il “permanente”.
    L’importante è aspirare a qualcosa di volta in volta.
    Ciò in realtà si traduce in instabilità permanente.
    Io aspiro a permanere in un equilibrio instabile.

  3. Condivido appieno. Talvolta si rischia di considerare grandi alcuni vini solo perchè hanno acidità spinte, ma difettano di morbidezza e struttura: magari sono solo buoni vini quotidiani.

    Anche la morbidezza fa parte dell’equilibrio gustativo che conduce all’armonia (che solo i grandi vini possiedono).

  4. Beh, non era forse il leit motiv sino ad una decina d’anni fa? Io credo che oggi per molti produttori sia proprio la paura di offrire al mercato vini morbidi – che purtroppo è stato passato dai critici come sinonimo di “omologazione” – a puntare sulle acidità. Come se tutti i vitigni, dal tazzelenghe al nerello mascalese – non cito questi due a caso – possano essere così diversi eppure fratelli…

    Presto arriverà un’altra ventata, speriamo che non sappia di pipì di gatto!!

    P.S.: amo il sauvignon come pochi altri vini.