in Degustare come atto pratico, Veneto

Il Prosecco Colfòndo, la degustazione continua


E’ successo questo: ricordate la degustazione di prosecco colfòndo che si era tenuta ad Asolo il mese scorso? L’avevo segnalata il giorno prima e, subito dopo, avevo ripreso alcuni dei successivi post dei presenti. Bene. Luca Ferraro, ideatore di questo momento di confronto e proprietario della cantina Bele Casel, è stato così gentile da scrivermi -testualmente- che se non potevo andare io ad Asolo sarebbe stata Asolo a venire da me. Oh yeah. Morale della favola, ecco in pochi giorni vedermi recapitare in ufficio otto bottiglie pronte per essere assaggiate. Giusto il tempo di organizzare la cosa con alcuni amici ed ecco sabato 20 novembre andare in onda Colfòndo Reprise.

Otto vini dicevo. Otto prosecco, ma colfòndo, che poi vorrebbe dire sui lieviti. Si tratta di una pratica quasi ancestrale, dimenticata solo negli ultimi tempi ma storicamente sempre presente. Il lasciare i lieviti all’interno della bottiglia fare naturalmente il loro lavoro, senza intervenire. E’ chiaro che il risultato di questo lavoro regalerà poi vini estremamente caratterizzati, torbidi (il fondo, appunto), sempre diversi tanto gli uni dagli altri quanto capaci di evolvere e cambiare rapidamente nel tempo. Vini affascinanti, lontani anni luce dal prosecco che tutti conosciamo, buono per uno spritz ma difficilmente proponibile in un contesto qualitativo assoluto. Alcuni illuminati, primo tra tutti Loris Follador di Casa Coste Piane, negli ultimi anni hanno ripreso questa particolare pratica ed oggi sono sempre di più quelli che, timidamente, cominciano ad affacciarsi con prodotti che raccontano di un sottofondo emozionale vivo, dinamico, mai scontato.

Della degustazione -più che riportare le note di tutti- ricordo con piacere la profondità che è emersa piano piano de La Basseta. Un prosecco tutto da scoprire, verde, a ricordare sensazioni quasi vegetali, in particolare in bocca. E Casa Coste Piane, capace di affascinare per il suo carattere sottile senza essere per questo esile. Buonissimo nel coniugare tutte le diverse componenti in un bicchiere straordinariamente bevibile nella migliore accezione del termine. Frozza, didascalico nell’esprimere tutte le componenti trovate in altri ma capace di donare loro una compostezza incredibile. E poi Zanotto, diverso, quasi un metodo classico nelle sensazioni e caratterizzato da grande pulizia ed eleganza.

La degustazione ha avuto momenti di discussione intorno a questo o a quello, ma la cosa certamente che è emersa con più convinzione riguarda le intensità di certi colfòndo. Vini decisamente vibranti, espressivi ma un po’ intrappolati in un contesto estremamente fruttato, forse troppo, ed incapaci così di raccontare al meglio le caratteristiche più legate alla finezza, in particolare al naso. E nuovamente l’ennesima conferma di quanto assaggiando una tipologia alla cieca si riesca ad imparare ed approfondire. Ma di questo devo ringraziare ancora una volta Luca (e Valentina per la foto in apertura, ed Andrea per essere venuto da Roma, e tutti gli altri che hanno deciso di dedicare qualche ora per scoprire un vino che appassiona, e che ci ha fatto definitivamente capire che esiste un prosecco straordinario, ben oltre quello che si usa per i cocktail).

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Commento

  1. come sempre i tuoi racconti sono molto semplici e mi piacciono! mi convincono, così come mi convince il Colfòndo di Bele Casel, gli altri purtroppo mi mancano, prossima volta Asolo anche per me!
    ciao
    sonia

  2. Jacopo,
    mi fa molto piacere vederti curioso [come sempre del resto] anche sul Prosecco…vitigno che ha fatto e fa fare la fortuna di moltissimi…anche a sproposito.
    Niente a che vedere con il Prosecco ‘sur lie’..lontano dai grandi volumi da blockbuster.

    Ti segnalo un altro, a mio avviso, grande Prosecco sur lie: Adamo Canel, Prosecco Desgropante; lo apprezzo per il residuo zuccherino molto basso, la bollicina decisa ma non ‘maleducata’, l’ottimo equilibrio..da provare!

    Ciao
    Daniele

  3. Sonia, grazie mille, sei gentilissima.

    Daniele, devo dire di essere un po’ un neofita con il colfòndo. Ogni segnalazione è bene accetta, anche se credo sarà difficile da trovare se non in zona, sbaglio? Comunque grazie mille (a margine, finita la degustazione abbiamo assaggiato un Casa Coste Piane con qualche anno sulle spalle, era un 2004, ed è stata davvero una grande esperienza, ne scriverò di certo). 😉

  4. Jacopo,
    non che io sia un esperto..e poi c’è sempre qualcuno che ne sa di più, soprattutto in enoismi.. ; )

    Adamo Canel è uno di quei produttori che poco hanno a che vedere con le spregiudicate strategie di marketing, e distributive, tipiche di molte aziende ‘prosecchiste’ il cui successo è inversamente proporzionale alla simpatia che nutro nei loro confronti.
    Quindi si.
    Farai fatica a trovare il Desgropante [che in veneto significa..mm diciamo..Digestivo..].
    Se capiti da queste parti [Bassano D.G.] rinnovo l’invito e lo troverai di sicuro.

    E non vedo l’ora di leggere del Coste Piane 2004.

    A presto
    Daniele

    ps: che poi come si fa ad inserire lo smile??

  5. Nic, non me lo sarei perso per niente al mondo, anzi. E comunque era tra gli otto in degustazione.

    Daniele, alla grande! Abbiamo un prosecco in sospeso allora! 😉
    [faccina=punto e virgola+parentesi]

  6. Salve,volevo lasciare un messaggio anche io in questo splendido posto, di tutti i prosecchi degustati ho avuto il piacere di provare solamente il “naturalmente frizzante” di Casa Coste Piane, se “bevuto”, scrivo così perchè Loris Follador è uomo dalle tradizioni contadine(credo non gli piaccio molto il termine “degustare”) in compagnia del suo creatore assume un aspetto ancora più piacevole, perchè lui è un personaggio, che oltre a coinvolgerti con il vino ti coinvolge anche con la sua cultura, le sue idee e la sua accogliente taverna.
    Consiglio a tutti se passate dalle parti di Santo Stefano di Valdobbiadene di fermarvi da Casa Coste Piane, sicuramente rimarrete colpiti perchè troverete un produttore fuori dalle ormai standard cantine, per un momento vi sembrerà di tornare indietro nel tempo.

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  • Prosecco di Valdobbiadene DOC – Casa Coste Piane, Sur lie 2004 | enoiche illusioni 9 febbraio 2011

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