Senza classifiche, ma un consuntivo dei tanti vini assaggiati quest’anno. E certo, non necessariamente i più buoni in senso assoluto, quelli però che sono legati ad un sottofondo emozionale che non dimenticherò facilmente. Vini di persone, di luoghi, di amici. In generale di ricordi e di significati. Con una canzone, iTunes sostiene siano state le più ascoltate degli ultimi dodici mesi, anche se alcune non sono recentissime.
- Il mio lambrusco, Camillo Donati. Questo, simbolicamente uno per tutti, a raccontare la realtà dei lambrusco a rifermentazione naturale in bottiglia. Profondità, profondità, profondità. Perchè esiste un mondo tutto da scoprire oltre quelli del supermercato.
Jamaica – Short and entertaining
- Barbera d’Alba, Giuseppe Rinaldi. Evabbè, facile direte. In effetti è buonissima. E poi è vitigno che mi ha accompagnato per un lungo periodo, era la scorsa primavera, e che richiede parecchia attenzione. Ce ne sono molte là fuori di grande personalità e spessore. Andiamo a cercarle.
- 5, Podere le Boncie. Tutta l’espressività di Giovanna Morganti e di Castelnuovo Berardenga in una bottiglia dal rapporto spesa/felicità commovente. Un sangiovese da bere sempre, o anche di più.
- Trebbiano d’Abruzzo, Valentini. E’ come quando la purezza del mare incontra la terra, non credo serva aggiungere altro.
Girls – Thee oh so protective one
- Vigna Vecchia, Collecapretta. Dei vini umbri di Vittorio Mattioli e di sua moglie Anna ho scritto più di una volta. Rubo una loro definizione ad un caro amico, particolarmente centrata. Dice: “dalla loro cantina escono vini che prima di essere veri sono magici“. E tanto mi basta.
- Il Frappato, Arianna Occhipinti. Per me uno dei vini della gioia, impossibile non prenderne una bottiglia quando mi ci imbatto. Mi ha preso il cuore per portarlo altrove.
Kasabian – Where did all the love go?
- Nobile di Montepulciano, Poderi Sanguineto. E tutto il rock’n'roll di Dora e di Patrizia. Il loro imprescindibile miracolo. Ragazze, quando è nel bicchiere è come fossi lì con voi.
The Killers – All these things that I’ve done
- Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, Cascina Gilli. Dolce, leggero, divertente, spumeggiante e profondo, scorrevole, economico. A margine quei sorrisi di fine pasto di complicità. Quasi quasi lo porto al pranzo di Natale.
The Bad Plus – Anthem for the earnest
- Barbaresco Rio Sordo, Cascina delle Rose. Tutta l’accoglienza delle Langhe in una bottiglia di vino. Sintesi perfetta per un nebbiolo struggente.
Kings Of Convenience – Mrs. Cold
- Rosso, Massa Vecchia. Perchè entrambe le volte era bottiglia tanto definita quanto definitiva, quella che ti apre ad un mondo fatto di sensazioni diverse, con quella acidità a proiettarlo verso l’infinito. E se possibile anche oltre.
Questo è quanto. Il momento in cui finalmente impacchettare l’anno passato, archiviarlo e guardare avanti. Buon Natale.



9 Commenti
Auguri a te!!
Valentini fantastico su Once Upon a Time in the West da Communiqué..
Bello.. Il vino ci accompagna ed accompagna altri percorsi sensoriali.. Limitarlo agli abbinamenti gastronomici è un peccato.. Grazie e Buon Natale
Buon Natale Jacopo!
Buon Natale Jacopo !
Grazie, hai composto una playlist di vini davvero interessante. Nel 2010 ho scoperto un nuovo autore di eno-blog. Complimenti davvero Jacopo.
Buon Natale e buone cose per il nuovo anno
Grazie a tutti per la traccia che avete lasciato. Tanti auguri anche a voi.
Semplicemente grandioso!
Grazie Jacopo. E che il 2011 ci sappia regalare altrettante scoperte!
Auguri.
2 Trackbacks
[...] ce l’ho fatta. L’anno scorso era stato uno dei post che più mi avevano divertito, tanto nello scriverlo che nel rileggerlo. [...]
[...] quanto mai povera di novità in campo musicale e che apre la strada alla prossima. Dopo il 2010 e il 2011 il format è ormai rodato, sono dieci vini che hanno accompagnato e caratterizzato queste [...]