
Gaglioppo | 10 €
Io per esempio non posso certo dire di essere un grande conoscitore del mondo del Cirò. Ho assaggiato cose. Quà e là. E non mi sono piaciute molto. Ho sempre trovato delle architetture un po’ forzate, come se l’idea fosse quella di fare finta di essere ciò che in realtà non si è.
Ci è voluta questa bottiglia per aprirmi un mondo, per farmi capire che il gaglioppo può regalare delle vibrazioni di grande spessore. Che può essere sottile, sussurrato, in generale buonissimo. Non conosco Francesco Maria De Franco, ma da oggi so che se qualcuno mi chiederà cosa bere dalle parti di Crotone non avrò dubbi, ed anzi sono sicuro di poter stupire a mia volta.
Cirò quindi. Un vino leggero, che si libra sia senza esagerare con il colore sia su sentori di grande finezza ed eleganza. L’idea di avere a che fare con un vino di grande personalità arriva subito, che il naso non lascia sconti di sorta. C’è un frutto lontano, mai di primaria importanza ma certamente croccante. C’è un perchè speziato, che dona profondità. Ma sono sensazioni estremamente integrate, che raccontano un vino a prima vista timido, in verità di grande espressività. Davvero, bellissimo. In bocca poi c’è questa tannicità, questa forza, questa bella acidità che sembrano proiettarlo verso l’infinito senza mai perdere la piacevolezza del sorso. Appena astringente sul finale, l’impressione è che possa solo migliorare con il tempo. Ed è tutto dire.




4 Commenti
Io ho scoperto la calabria enolgica grazie alla mia compagna. Sono in attesa proprio in questi giorni del vino da te recensito (PS tra l’altro grazie al tuo aiuto ho ordinato i vini di Collecapretta e per ora ho provato il sangiovese e il barbera e ne sono stato davvero soddisfatto. Bei vini).
Se posso butto li un suggerimento da provare: Tutti i vini di Roberto Ceraudo (Strongoli – Kr). Su tutti Grayasusi e Ymir. Il Dattilo invece per avere un termine di paragone con ‘A Vita. Confesso che il suggerimento è partigiano perchè amo profondamente i vini, l’olio di oliva e in generale tutto il lavoro di questo calabrese. (www.dattilo.it per dare un occhio)
Bella rece Jacopo. Ed il vino la merita tutta. Francesco, ti posso assicurare, è una persona da conoscere, come la sua terra, fiera e autentica.
‘A Vita… tutta la vita! Che poi ” ‘A Vita” significa “la vite” come mi ha raccontato il buon Francesco “Ciccio” Sciumbata da Crotone, che tu ben conosci e hai rivisto a Ferrara. Conosciuto a “Terre di Vite”, il De Franco è personaggio determinatissimo, quindi non può far altro che bene… come il suo Cirò, che da febbraio attende nella mia cantina le Feste Natalizie per essere stappato… non vedo l’ora! Auguri!
M.
Grazie Alberto, sono tutti nomi segnati.
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[...] modo di approfondire (un po’) di più. Secondo: la conferma. Quando per la prima volta avevo assaggiato un Cirò di Francesco De Franco mi ero reso conto di quanto poco conoscessi questa zona e di quanto [...]