Io si, voi perchè no?

Armin Kobler, viticoltore altoatesino, a proposito della scelta di imbottigliare i suoi vini con il tappo a vite dichiara sul sito che “questa capsula rappresenta una chiusura che combina contemporaneamente bellezza estetica e modernità (..) Secondo la nostra esperienza i vini imbottigliati con la chiusura a vite maturano in modo ottimale perchè il vino si sviluppa più per le interazioni delle oltre duemila componenti piuttosto che per il lento ingresso dell’ossigeno attraverso il sughero.

In un commento su Intravino poi, interrogato sulla sua scelta, risponde che “sono gli altri a doverci spiegare perchè non utilizzano (ancora) il tappo a vite“.

Un punto di vista interessante.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | Tag: , , | Commenta

4 Commenti

  1. Pubblicato 11 dicembre 2010 alle 19:20 | Link

    Come ho gia avuto modo di dire, in particolare di discutere con Armin al quale ho chiesto un parere tempo fa, per noi il problema e’ solo di tipo organizzativo/logistico, ma comunque sempre un problema difficile da risolvere. Oltre a questo ne esiste uno di tipo normativo: per legge tutti i vini DOCG DEVONO essere tappati con tappi in sughero.
    Gli altri vini invece possono anche essere tappati con tappo a vite. A differenza di Armin, noi abbiamo gia’ una linea di imbottigliamento con tappatore tradizionale di proprieta. Per noi vorrebbe dire spendere parecchi soldi per riorganizzare il tutto con il tappo a vite (ordine di spese almeno 30-50.000 euro), per poi poterlo usare solo per i vini IGT, che sono una piccola parte. Armin invece, dovendo iniziare da zero, si e’ consorziato con un gruppo di amici/colleghi che hanno un impianto semovente (correggimi Armin se sbaglio), attrezzato alla bisogna.
    Esistono degli impianti a noleggio, pero’ a quel punto uno deve pagare anche per l’imbottigliamento, etichettatura, ecc, invece di usare il proprio impianto (in piu’ quelli semoventi a noleggio non sono buoni per gli ultimi stelvin, quelli lisci e piu’ belli)
    Se si potessero usare per tutti i vini, o per la maggior parte di essi allora sarebbe diverso.

    Tutto questo solo per dire che i motivi della poca diffusione del tappo a vite in Italia sono molteplici, alcuni come dicevo di insormontabile natura normativa, e non solo legati all’arretratezza culturale dei produttori, come sovente si dice o suppone.

  2. fabio
    Pubblicato 12 dicembre 2010 alle 13:36 | Link

    bah io non sono un esperto,ma per vini da bere giovani può andar bene il tappo a vite,e o silicone,se mi si presenta un barolo,brunello amarone con questi tappi m’inc*** veramente.

  3. Pubblicato 12 dicembre 2010 alle 16:43 | Link

    Ciao Gianpaolo, grazie per il tuo prezioso contributo. Naturalmente quando rilancio una “provocazione” come quella di Armin non intendo certo accusare i produttori ed anzi, sono ben consapevole delle difficoltà relative alla gestione di due linee separate. E’ anche vero però che in questo momento in Italia manca la sensibilità nei confronti di una chiusura alternativa come la vite (per non parlare della corona) ed ogni occasione per parlarne credo sia buona ed in tutti i casi auspicabile.

    Qui mi ricollego anche a quanto detto da Fabio, visto che anche io non ho l’esperienza per dire che la vite sia sempre e necessariamente meglio del sughero. Per i pochi assaggi che ho fatto mi sono fatto un’idea a favore di quelle che si potrebbero definire chiusure ermetiche, ma -cosa più importante credo- sono disposto a confrontarmi senza difendere per principio la tradizione del tappo raso di sughero. Ben consapevole delle difficoltà sia lato produttivo (per la chiusura) che commerciale (anche se comunque troppi produttori non sanno proprio cosa stiamo dicendo).

  4. Pubblicato 12 dicembre 2010 alle 22:35 | Link

    @ gianpaolo: comprendo perfettamente i tuoi argomenti ed è anche vero che dal punto di vista organizzativo ero e sono tuttora avantaggiato.
    questa mia affermazione provocatoria su intravino deriva per di più da un momento di rabbia, quando mi sono accorto che sono sempre IO a dover spiegare, molte volte addirittura giustificare, la mia scelta a proposito. in verità nessuno deve giustificarsi.
    cmq anche disciplinari possono essere revisionati.
    @fabio: quello dei “vini giovani sì col tappo a vite…” è una leggenda metropolitana.
    se uno rifiuta chiusure alternative per questioni personali, di tradizione, ecc. lo accetto senza problemi, se invece dice che non fa bene ai vini mi inc***o io!

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