in Assaggi, Umbria

Sagrantino di Montefalco d’Arquata DOC – Adanti, passito abboccato 1980

Sagrantino

Oggi un’eccezione, che in genere i vini che passano da queste parti sono dell’annata in corso, brutta espressione per riferirsi a quelli che è possibile trovare in commercio. Però era interessante dedicare qualche riga ad un vino che in qualche modo ha qualcosa di paradigmatico, almeno per la tipologia contestualizzata all’annata in etichetta. Millenovecentottanta, dice. Abboccato, aggiunge. Questo significa che, nella scala definita per distinguere i livelli di dolcezza di un vino, qui si comincia a percepire un grado zuccherino di una certa importanza, decisamente diverso dai cosiddetti vini da dessert. Un po’ meno, ecco.
A parte che oggi è davvero tipologia un po’ dimenticata, anche per il difficile posizionamento a tavola: durante il pasto? No. Con i dolci? Uhm. Aperitivo? Argh.
Il fatto è che il Sagrantino nasce dolce, passito. Solo recentemente (ed intendo negli ultimi trent’anni) si è cominciato a vinificarlo secco nella versione che tutti quanti conosciamo oggi. Era interessante quindi assaggiare una bottiglia che oggi non esiste più, che racconta di un periodo in cui il sagrantino non oltrepassava i confini regionali e che era vinificata così diversamente. Almeno due mesi ad appassire e poi botte grande, ad aspettarlo.

Oggi, a trent’anni di distanza (!), racconta di un vino estremamente compatto, la cui consistenza è vigorosa. E se forse paga qualcosa in termini di complessità generale poche altre volte è stato possibile imbattersi in tale e convincente intensità. Il frutto è estremamente definito, caldo, avvolgente, esce dal bicchiere per profumare la stanza, quasi. Sono sensazioni rosse in confettura, decisamente passite, sicuramente affascinanti. In bocca paga in reattività generale, ma è vino ancora vivo, la cui componente dolce non prevarica mai ma accompagna l’assaggio lungo tutto il palato. Alla lunga un po’ stanca, difficile andare oltre un bicchiere proprio per questa componente che gioca più sull’impatto che sullo svolgimento. Ma è Sagrantino estremamente lineare, impeccabile per realizzazione e capace ancora di regalare divertimento ed emozioni. Ad avercene.

Un assaggio didattico.

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Commento

  1. Aprire una bottiglia così è sempre un rischio ma certe volte si”gode” veramente tanto e si trova un vino sempre diverso da quello che si puo pensare…