
Dolcetto | 15-20 €
Non è un caso che alcuni dei Dolcetto di Dogliani (o Dogliani) raccontati in questi giorni siano di annate più vecchie. E certo, il dolcetto in generale gioca le proprie carte migliori su tono freschi e fragranti che in generale lo rendono straordinariamente bevibile ma ecco, a volte il tempo sembra regalare un’elaganza assolutamente inaspettata. Ed i profumi si affinano ed in bocca, quando sostenuti da un’adeguata trama tannica, sembrano regalare grandissime emozioni. E’ il caso di Pecchenino il cui Bricco Botti, a tredici anni dalla vendemmia, è ancora di una compostezza straordinaria. C’è calore, senza mai scadere in una nota eterea fine a se stessa. C’è concentrazione (figlia anche di un certo passaggio in botte piccola) ma al tempo stesso c’è succo. E’ vino vivo, ancora vibrante, certamente avvolgente che, più passano i minuti, sembra raccontare una bella storia grazie alle tante note che di volta in volta sa regalare.
La dimostrazione di un territorio, di un vino, di un vitigno capace di andare oltre il tempo. Inaspettatamente e felicemente.




5 Commenti
Monumento subito, vado matto anche per Abbona. Grazie per aver fatto questo meraviglioso panorama su Dogliani! Ciao
Chionetti con bricolero e san luigi una volta spaccavano ora è tanto che non li bevo,come sono ultimamente?
che bei ricordi Jacopo… grazie infinite! Dogliani nel cuore
@Fabio Sempre grandi espressioni di Dogliani.Forse meno immediatamente codificabili di altri ma certamente affascinanti.
@jacopo Grazie, li voglio riassaggiare.