Alto Adige Kalterersee Classico Superiore DOC – Baron di Pauli, Kalkofen 2009

Schiava | 10-15 €

A Caldaro a volte, visitando le varie cantine, si ha come l’impressione che ci sia un vino che va fatto per forza, che tanto è una cosa legata alla tradizione ed in cui però non è che ci sia tutta questa convinzione. Mi riferisco alla schiava. Certo, te lo fanno assaggiare ma poi, quando si tratta di parlare delle bottiglie importanti, ecco subito saltare fuori quel bianco particolarmente minerale, o quel lagrein che tutti giudicano compiuto. Ed è un peccato che la schiava, quando fatta bene, è un gran vitigno. E’ vino vivo, che trova compiutezza più sulle tavole della cucina che sui banchi di degustazione, che regala piccoli grandi vini (ricordate i vinini?).

Baron di Pauli, società parallela alla Kellerei Kaltern, la storica cantina sociale di Caldaro, ne regala un’espressione particolarmente compiuta, al tempo stesso sottile e fragrante, dal corpo affatto scontato. C’è questa bella sensazione scura, al naso, a ricordare la mora, che si integra in un sottofondo particolarmente fruttato. Ma delicato. A poi una bella beva, che un bicchiere tira facilmente il successivo ma che non perde mai succo, prima di un finale piacevolmente pulito.
E’ una di quelle buone, molto.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Trentino-Alto Adige | Tag: , , , , | Commenta

7 Commenti

  1. fra ri
    Pubblicato 27 novembre 2010 alle 21:17 | Link

    mi è venuta voglia di schiava ….ihih anche perchè non l’ho mai bevuta.

  2. Pubblicato 28 novembre 2010 alle 19:40 | Link

    Il consiglio è chiaramente quello di approfondire. E’ tipologia straordinaria, che gioca su temi quali bevibilità, piacevolezza, schiettezza senza però essere necessariamente scontata. ;)

  3. fra ri
    Pubblicato 28 novembre 2010 alle 22:36 | Link

    Proviamo poi ti racconto.

  4. fra ri
    Pubblicato 29 novembre 2010 alle 20:13 | Link

    Girando ho visto più vini e più vitigni ”schiava” gentile,grossa e grigia.Ci sono differenze sostanziali o sono simili????scusa l’ignoranza…

  5. Pubblicato 30 novembre 2010 alle 13:21 | Link

    “intorno al XIII secolo venivano definite “schiave” quei vitigni, anche diversi tra loro, che venivano coltivati a basso ceppo lungo i filari e legati fra loro, contrariamente alle “maiores” o “maroche” allevate alte”

    Non si capisce niente vero? E’ tutto quello che ho trovato su un vecchio libro dell’AIS.

    Qui forse qualcosa: http://www.winesurf.it/index.php?file=onenews&form_id_notizia=198

  6. fra ri
    Pubblicato 30 novembre 2010 alle 15:24 | Link

    Il famoso trollinger non è nient’altro che la schiava (trollinger x riesling = kerner.),interessante.Se siamo a coltivarla con la pergola e gli interessi sono scarsi purtroppo non si va da nessuna parte.Non ne ho mai bevuto di schiava ma uno spumante secondo te potrebbe essere fattibile con la schiava??? Un rosè senza il solito pinot.

  7. Pubblicato 30 novembre 2010 alle 15:29 | Link

    Non mi intendo di spumantizzazione ma a naso direi di no, sarebbe bollicina troppo magra, se mi passi il termine. (credo)

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