in Assaggi, Trentino-Alto Adige

Alto Adige DOC – Kettmeir, Athesis Brut

Pinot bianco 50%, Chardonnay 30%, Pinot nero 20% | 15 € | Sboccatura: Estate 2010

Che l’Alto Adige sappia regalare bollicine di grandissimo spessore è cosa nota, il pensiero corre veloce allo straordinario lavoro di Alois Ochsenreiter con la sua Haderburg. Tra gli altri, da queste parti ci si ricorda ancora con grande emozione uno straordinario Hausmannhof 1997, di quelli che sarebbe davvero bello poterne avere ancora una o due in cantina. Ma tanto è sempre così, no?
Kettmeir -cantina del Gruppo Santa Margherita- è appena più a nord, ed il suo essere proprio a Caldaro va idealmente a chiudere il breve tour di questi ultimi giorni tra quelle bellissime vigne, dove la schiava in particolare mi ha un po’ rapito, forse per il suo essere un po’ vitigno understatement, di quelli che non urlano e che preferiscono sussurrare, se rendo l’idea.

Il brut, dicevo. E’ bollicina piacevolissima, che coniuga cremosità e freschezza in un bicchiere di grande bevibilità. Da una parte il frutto, in particolare al naso, che riporta la mente verso la pesca, con i lieviti a regalare una sorta di profondità più dolce, quasi cremosa. Dall’altra il piacere di ritrovarsi sempre a riempire il bicchiere, che la freschezza non è un’opinione. Una bella architettura quindi, e poi un bel finale di frutta più secca, mai scontata.

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Che poi ho un felice ricordo di questa bottiglia. Ero con i piedi immersi fino alle caviglie nell’uva -una sorta di pigiatura- ed in mano un calice. Anzi, di quel momento c’è anche una testimonianza (!) video. La degustazione è di Andrea Gori, la regia mia (regia?).

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