in Parlo da solo

Robert Parker sta al vino come Windows sta ai computer

Mi guardo intorno e vedo sempre più Mac (si, ok, anche qualche pinguino, ma siamo sempre una fo***ta minoranza, ragazzi). E va bene la capacità di creare oggetti estremamente belli, desiderabili nella migliore accezione commerciale del termine. E poi funzionali, che nel mondo dei computer significa stabili ed usabili, e non è da tutti. Ma ci deve essere di più.

Ecco, la stragrande maggioranza degli utenti Mac dell’ultim’ora, ma anche di Linux (Ubuntu in particolare), viene dal mondo di Microsoft Windows. Questo significa che si tratta di un pubblico che ha letteralmente imparato ad approciarsi al mondo dei pc prima e del web poi attraverso le interfacce delle varie versioni del sistema operativo di Redmond. Ci hanno sbattuto la testa e, con il tempo, hanno capito come funziona. Sono cresciuti, ed ora sono pronti a provare altre cose,

Robert Parker quindi è come Windows. Ha rappresentato una guida per un’enorme bacino di utenza che non conoscendo il vino ha cercato per anni prodotti morbidi, piacevoli, fruttati nell’accezione più maroniana del termine. Prodotti facilmente interpretabili.
Una piccola parte di quelle persone però, con il passare del tempo, ha imparato a godere sempre di più del vino e, mossa dalla curiosità, ha cominciato ad informarsi e cercare nuove frontiere che andassero oltre un’idea del vino così chiusa, quasi limitante. E con il tempo saranno di più.

Ecco perchè c’è un mondo bellissimo oltre Parker. Secondo me.

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Commento

16 Commenti

  1. hm…
    e come la facciamo con quelli che hanno cominciato ad usare il mac all’inizio degli anni 90, quando siamo stati derisi continuamente dagli utilizzatori di windows e si prediceva la fine del mac entro brevissimo tempo? 😉
    qual’è il corrispettivo enologico?

  2. Beh, non so se la tua metafora funzioni in modo biunivoco. Per chi è approdato direttamente al Mac e non lo ha mail mollato, Windows ha un sapore sconosciuto che per nulla incuriosisce come del resto i vini di Paker…

  3. Se il vino è la mia passione il mio lavoro sta proprio in area sistemistico-applicativa ovvero ICT per cui ti dico di rasserenarti perchè nel mondo ICTcoloro che credono di avere o hanno davvero una marcia in più guardano al pinguino e non certo a Mac !!!
    Mac è una serie di bellissimi oggettini altamente funzionali che possono surclassare Microsoft salvo essere tendenzialmente elitari e quindi diretti a pochi; nella fase di applicazione dello user o direttamente sul client ok al Mac ma le application guardano mondi dove è Linux che traina. Linux Server è una risposta che molte aziende importantissime hanno già implementato e la battaglia in questi ambiti, che essendo gli abiti macro sono quelli che decidono le sorti del settore, è fra Windows e Linux. Mai sentito parlare di Mac.
    Siccome la tua similitudine Parker/Micorsoft mi pare carina ed anche azzeccata prendi tutto quello che è scritto sopra e trasponi i nomi, poi datti il riferimentovitivinicolo di Mac e avrai , dicono moltissimi, la soluzione del futuro: Linux!
    Domanda , in questo gioco di similitudini io ho una idea di chi è Mac ma, chi è Linux??

  4. Complimenti Jacopo, questo accostamento Parker-Win vs resto del mondo-Mac mi mancava! Sono cresciuta a libri di Asimov, Adams e compagnia fantascientifica, perciò figurati, il mondo dei computer e degli aggeggi robotico-elettronici è il mio mondo. Al punto che oltre a una lunga militanza nel mondo Win ho provato anche il Linux (“mai più, grazie!”) e dopo strenua resistenza – Stefano il Nero m’è testimone – ho capitolato al mondo Mac. Tutto un altro pianeta. Non è solo questione di estetica (e anche quella ci vuole, ammettetelo! o a voi interessano solo le donne “belle dentro”??) ma di funzionalità-usabilità. I Mac non ti faranno mai soffrire come un Win. Il fatto che ci siano più utenti di Win che di Mac è, a mio avviso, riconducibile a un puro fatto economico: i Win costano decisamente meno. Forse sono anche più facili da approcciare per un neofita, come appunto i vinoni di Parker: li capirebbe anche un astemio. Dopodichè, ci si affranca in fretta e si passa ad altro. Ad altri vini e ad altri critici. Ma per gli ignoranti – sia detto senza offesa – Parker va benissimo, per cominciare.
    🙂

  5. Io ho appena installato android su win mobile in emulazione ambiente linux. Sono “forzature” normali per chi ha sempre dovuto imparare ad arrangiarsi. E vi dirò, questo doversi arrangiare ha anche insegnato molto negli anni che poi torna utile in altre occasioni.

    Essendo passato da C64 ad Amiga, Mac doveva essere la destinazione naturale probabilmente. Invece fu Windows. Però win, con quel suo mondo così difficile, farraginoso, lascia spazio alle soluzioni impreviste, inaspettate. Ho appena installato una versione di android che gira su un’emulazione linux su win mobile, per dire.

    Lo so che “per ogni cosa c’è un app”, ma vuoi mettere la soddisfazione?

    Ricordo nell’82-83, prima di comprare il primo C64, che a una gita scolastica alle elementari vidi uno dei primi mac con il mouse posizionato su un programma di grafica, mai visto niente di analogo prima di allora. Ne rimasi letteralmente folgorato, tanto che la maestra dovette portarmi via con la forza. Porto dentro di me quell’amore infinito verso quel mondo da allora ma con la stessa infinita intensità lo detesto, non avendo mai compiuto il passo per due fondamentali ragioni:

    – la chiusura della piattaforma e la scarsa attitudine all’essere “hackata” o spinta oltre quanto previsto dalle sia pur incredibilmente creative menti di apple. Cioè, il sistema è così, bello, veloce, facile ma così. Punto. Se ti piace bene, se no ti attacchi.

    – l’incredibile conformismo che sta dietro un anticonformismo di facciata (pensate solo alle imbarazzanti scene alle conferenze dove sempre più spesso vedo la gente tutta con lo stesso strumento in mano, a me son cose che fanno veramente sorridere).

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  6. Bella ‘sta cosa: la discussione si è concentrata sull’antagonismo mac-win-unix, quando l’oggetto del post, a mio modesto parere, era un altro.
    L’informatica scalda gli animi più del vino.
    Ciao.davide

  7. No dai Davide non è vero leggi bene tutto mac win e unix sono tre ben precisi soggetti del modno del vino, sinceramente è molto che non leggevo una similitudine spontanea così vicina alla realtà come quella nata qui a fronte del post di jacopo.
    Se rileggi anche ilpost di Filippo cambiando soggetti con i loro corrispondenti vitivinicoli vengono fuori molte cose interessanti