in Parlo da solo

Le sorprese, per fortuna

No, la foto in apertura non ha niente a che vedere con quanto segue. E’ solo che ci sono momenti in cui la mente è altrove. Capita. Guardando fuori da un finestrino, certo. Ma anche camminando, lavorando, facendo altro. Quei momenti in cui non è che si stia pensando necessariamente a qualche cosa in particolare. Si è semplicemente assenti. Magari capita spesso, magari no. Ma capita. Prendete per esempio quel momento in cui si sta per assaggiare l’ennesimo bicchiere: i movimenti sono automatici, è un rituale già visto e vissuto così tante volte. Lo sguardo che corre veloce, l’udito pronto a sentire quel suono così familiare, in particolare mentre il vino incontra il bicchiere. Il prenderlo in mano e sentirsi pronti ad entrare in un mondo di certezze. Ma poi, tutto ad un tratto, la sorpresa. Il trovarsi catapultati in una realtà fatto di profumi e di gusti inaspettati. Rapiti, portati improvvisamente altrove. Affascinati da una magia nuova, e la felicità che invade tutti i pensieri, che, in fondo, si scopre di essere ancora capaci di stupirsi. Inaspettatamente.
Ecco, bello pensare che negli ultimi giorni mi sia successo ben due volte, prima davanti allo stupefacente Paleo 2007 de Le Macchiole e poi al ristorante, il bicchiere era quello di una barbera, L’Ab Normal 2004 di Cappellano, splendida coniugazione di significati. E non è che siano capitati in un momento particolare. Semplicemente sono arrivati, incrociando un po’ casualmente la mia vita. Ed è bello sapere di poterli portare dentro a lungo, dopo.

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Commento

  1. Ritengo di capirti… a me è capitato poco tempo fa assaggiando del caviale di trota preparato da un’amica; quel ricordo di estasi gastronomica, annovera anche il fatto che per un istante mi fossi isolato dal contesto, ed a una domanda di un commensale, ho dovuto rispondere: “Scusa, mi hai detto qualcosa?” 😉