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Forti del Vento

Quando Tomaso Armento della cantina Forti del Vento mi aveva chiesto se fossi stato interessato ad assaggiare i vini di questa nuova e piccola cantina delle colline di Ovada, in Piemonte, non ho esitato un attimo. “Certo”, avevo risposto, ci mancherebbe. Tomaso poi è uno di quei vignaioli illuminati, da tempo ci incrociamo digitalmente su diversi social network, che usano lo strumento internet per fare una promozione sincera del loro vino prima, del loro territorio poi. E pensare che è anche capitato di vederci nella vita analogica, offline, almeno in un paio di occasioni. Mai però abbastanza approfondite per poter fare due chiacchere a proposito dei suoi vini e dei suoi progetti.

Non avevo quindi un’idea precisa di quello che avrei assaggiato, a casa, una volta arrivate le bottiglie. La prima, era la fine della primavera, era un blend di cortese e sauvignon (nome del vino: An Piota) piuttosto pulito. Mi ricordo di avere pensato fosse costruito bene, le percentuali delle due uve facevano in modo si integrassero e trovassero una strada di sicuro interesse.  La seconda si chiamava Alto Fhrà ed era un blend di dolcetto e cabernet sauvignon. Subito non l’avevo capito, mi sembrava un rincorrere una certa idea modernista quasi fuori dal tempo. Poi ho scoperto che la cosa migliore sarebbe stata quella di aspettare dopo l’estate per assaggiarlo. Un punto interrogativo quindi.

I mesi si sono rincorsi e finalmente è arrivata la stagione delle sciarpe leggere e degli ombrelli. Dei vini rossi. Delle canzoni folk. Quale migliore occasione quindi per assaggiare gli ultimi due vini di Forti del Vento che riposavano in cantina, ho pensato oggi pomeriggio. Non sapevo bene cosa aspettarmi, però. Dopo i primi due mi ero fatto un’idea di una cantina molto precisa, quasi didascalica nelle vinificazioni ma che faticava ad esprimere un territorio preciso e definito come sa essere quello di Ovada. Ecco, niente di più sbagliato. Dopo aver assaggiato questa sera il dolcetto e la barbera (rispettivamente Ottotori e Podej) ho immediatamente cambiato idea. Due vini straordinariamente puliti, tipici nella migliore accezione del termine. Due vini di territorio e di passione. Due vini che meritano un approfondimento. Domani ne scrivo, per forza.

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