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Su Slow Wine, la nuova guida ai vini di Slow Food

Una delle cose che non mi riuscivo a spiegare a proposito dell’imminente ed attesissima nuova guida “Slow Wine” edita da Slow Food riguardava il come sarebbero riusciti a giustificarne una nuova uscita, o edizione, ogni anno, come tutte le altre guide.
Cioè. Una delle cose che fin da subito i curatori avevano messo bene in chiaro era il fatto che non sarebbe stata una guida come tutte le altre (Gambero Rosso, Espresso, etc.) e che, in particolare, sarebbe stata una pubblicazione capace di raccontare non solo i bicchieri, ma anche e soprattutto le cantine che li producono. “Abbiamo voluto mettere in campo una diversa metodologia di valutazione, che si basa su tre parametri: rapporto qualità prezzo, eccellenza del prodotto e vicinanza alla filosofia Slow Food nelle pratiche dell’azienda (…) Non utilizzeremo però punteggi, ma giudizi.
Ecco, non riuscivo a togliermi dalla testa il fatto che una guida, per poter giustificare la propria annualità, debba obbligatoriamente raccontare e giudicare le diverse annate. E’ il senso stesso della sua esistenza. Se fosse solo un discorso di cantine basterebbe una pubblicazione una tantum, magari con riedizioni aggiornate ogni tot.
Poi ho finalmente capito. Basta dare i premi ai migliori vini assaggiati (anche se questa non è esattamente una novità assoluta, forse).

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Commento

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  • Slow Wine | enoiche illusioni 27 settembre 2010

    […] Al di là delle chiocciole o dei grandi vini o quellocheè lo devo dire. Slow Wine è una guida bellissima. La guardo, la sfoglio avidamente, la leggo, e […]