Screwcap is the new loud

Chi capita qui con una certa frequenza forse ricorda la mia passione per i tappi a vite. Li trovo tremendamente belli, straordinariamente funzionali e, credo, anche particolarmente adatti ad una delle caratteristiche delle bottiglie che amiamo: l’invecchiamento in cantina.

C’è però necessità di chiarezza ed io per primo vorrei approfondire. Per questo motivo ho mandato la seguente email ad alcune di quelle cantine che emersero utilizzare due diversi tipi di chiusura (vite e sughero) per lo stesso identico vino.

Aggiornamenti a seguire.

“Gentile staff @[nome cantina],

Durante gli ultimi mesi, sul blog “enoiche illusioni“, ho marginalmente affrontato la questione relativa al tappo a vite, o screwcap, come reale alternativa al normale ed universalmente conosciuto tappo in sughero. Come certamente sapete è chiusura che il mercato italiano conosce molto poco e che fatica ad associare a vini di qualità (il sottoscritto ne è invece affascinato, da qui l’intenzione di scrivervi). Al di là però di tutti gli aspetti puramente estetici rimane certamente qualche dubbio a proposito della cosiddetta capacità di tenuta del vino. Della possibilità quindi di riuscire ad “invecchiare” come o meglio delle bottiglie con il tappo tradizionale.

Nello specifico, lo scorso 4 febbraio, scrivevo che mi sarebbe piaciuto un giorno provare ad affiancare due bottiglie dello stesso vino, con diversi tipi di tappo, per cercare di capire -e carpire- eventuali differenze per poi scriverne. Tra i commenti a quel post emerse il vostro nome in relazione a quelle cantine che imbottigliano un vino utilizzando queste soluzioni.
La questione è attuale, la necessità di fare chiarezza forse reale. Per questo motivo sono con la presente a richiedervi, se possibile, due bottiglie/campioni di un vostro vino, una per ciascun tipo di tappo, ancor meglio se non dell’annata in corso, per provare ad effettuare questo confronto.

La presente email è stata pubblicata sul blog proprio oggi, ad introdurre i futuri assaggi.
Nel ringraziarvi anticipatamente per la disponibilità vi porgo i miei più cordiali saluti.”

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | Tag: , | Commenta

9 Commenti

  1. Pubblicato 13 settembre 2010 alle 13:31 | Link

    Jacopo, se ti interessa potresti chiedere informazioni a questo consorzio http://www.screwcapinitiative.com/normal.asp?navID=2&pageID=2
    tre o quattro anni fa ero in giro in Canada con un paio di produttori neozelandesi, uno di questi si chiama John Belsham ed e’ uno dei promotori del consorzio di cui sopra, nato per spiegare le ragioni e le evidenze, anche scientifiche con trenta anni di studi alle spalle, del tappo a vite. Mi diceva che ormai non serviva neanche piu’ il consorzio perche’ avevano raggiunto i loro obiettivi e che i mercati di riferimento loro (UK e USA sopratutto) non erano piu’ da convincere. Addirittura mi disse che avevano ancora in cassa 40.000 dollari per la divulgazione e non sapevano piu’ come spenderli.

  2. Pubblicato 13 settembre 2010 alle 14:13 | Link

    Sarebbe interessante sapere la lista delle aziende a cui lo hai inviato. Così, per capire la loro attenzione e reattività nei tuoi/nostri confronti.

    Ciao.davide

  3. Pubblicato 13 settembre 2010 alle 15:35 | Link

    Hai sentito anche Matilde Poggi di Le Fraghe, vero?
    Ha fatto vari esperimenti in proposito.

    Fil.

  4. Pubblicato 13 settembre 2010 alle 15:48 | Link

    @Gianpaolo, grazie mille. Mi ricordo di avere già visto qualcosa (forse link che avevo raggiunto proprio da una tua segnalazione). Ci sono tra l’altro diversi testi il cui contenuto riproporrò qui (almeno in parte).

    @Davide, Ho scritto a Franz Haas, a Cesconi, a Le Fraghe (e qui rispondo anche @Filippo), a Pieropan, a Masi, a Maculan. Tutti questi dovrebbero imbottigliare lo stesso vino sia con la vite che con il sughero. Grazie!

  5. Daniele
    Pubblicato 14 settembre 2010 alle 10:59 | Link

    Ciao Jacopo!
    Argomento interessante, come sempre.

    Sono stato di recente in visita alla cantina Tramin, a Termeno.
    A parte che la cantina rifatta e nuova di zecca è un gioiello e consiglio di visitare, nel corso della visita ho potuto vedere con i miei occhi che usavano tappi a vite per alcune produzioni particolari.
    Non so se procedano a vinificare con entrambi i tappi lo stesso vino, però potrebbe essere interessante sentire anche loro.

    Spero di esserti stato utile, a presto.
    Daniele

  6. Pubblicato 14 settembre 2010 alle 11:24 | Link

    Grazie per la segnalazione Daniele, provo a scrivere loro un’email.

  7. Pubblicato 14 settembre 2010 alle 11:33 | Link

    Il loro Blauburgunder “base” è tappato con vetro.

    Ciao, Fil

  8. Pubblicato 14 settembre 2010 alle 14:04 | Link
  9. Pubblicato 14 settembre 2010 alle 14:14 | Link

    Dimenticavo: Armin Kobler imbottiglia tutta la sua produzione con il tappo a vite, ma, conoscendolo, secondo me esperimenti comparativi li ha sicuramente fatti… proverei a sentire anche da lui… ;-)

    M.

Un Trackback

  1. [...] in parallelo lo stesso identico vino imbottigliato sia con il sughero che con lo stelvin. La settimana scorsa avevo quindi chiesto ad alcune cantine se fosse possibile fare un piccolo esperimento assaggiando [...]

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