in Parlo da solo

E con questa la smetto, promesso

Considero ancora più gravi altri problemi dei quali non si parla quasi mai. Problemi causati dai trattamenti chimici che il sughero subisce durante la lavorazione e che disturbano l’affinamento del vino. I tappi, a seconda che provengano da questo o da quel sugherificio, danno tipi di vino diversi: più o meno chiusi, più o meno metallici. In questo modo tutto il lavoro che noi facciamo in cantina viene perso. […] Alla fine, il classico sapore di tappo è l’ultimo dei difetti.

Il tappo a vite costa meno di quello di sughero, ma le macchine per applicarlo costano molto.

Oggi i tappi a vite hanno raggiunto livelli di assoluta eccellenza tecnica.

Silvio Jermann, intervistato da Il Mio Vino, Agosto 2006

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Commento

  1. Jermann ha ragione.

    Anche volendo usare solo sughero di prima qualità (vedi la mia ricetta…) non ce ne sarebbe abbastanza in giro per tutti. E alla fine verrebbe una sovra-popolazione di linci 🙂

    Viva lo Stelvin!

  2. No ma infatti Riccardo credo nessuno abbia da ridere sul sugherò in sé, come tipologia di chiusura. Il focus è su disponibilità, sostenibilità, costi. In questo senso allora cercare e guardare altrove comincia ad avere un perchè.

  3. @ Mike, Ti sbagli…
    @ Penso che usare altri prodotti per tappare quali silicone, vetro (che costa tantissimo) o altro materiale inquini assai e oltretutto si perde buona parte di poesia