Poi uno va a pensare male (e due)

Ora io non posso certo dire di leggere tutto quello che viene pubblicato, offline, sull’argomento vino. Qualcosa si, non tutto. Aspetto quindi eventuali smentite.

Il fatto è che da qualche giorno continuo a chiedermi come sia possibile che nessun giornalista abbia scritto (tranne una penna di grande autorità ed uno o due blog), in questo ultimo mese, di quanto sia sostanzialmente immorale il premio ricevuto da Banfi in occasione degli Oscar del Vino 2010 di AIS/Bibenda. Per non parlare degli altri.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | Tag: , | Commenta

17 Commenti

  1. mugellesi ivano
    Pubblicato 12 luglio 2010 alle 15:09 | Link

    A volte a pensare male ci si azzecca: CIao

  2. Antonio Tomacelli
    Pubblicato 12 luglio 2010 alle 16:13 | Link

    Forse sarebbe più giusto invertire l’ordine di apparizione. In certi casi è molto importante sapere chi per primo ha avuto il coraggio di dare le notizie o ha notato certi comportamenti vergognosi

  3. Pubblicato 12 luglio 2010 alle 16:23 | Link

    Hai ragione Antonio, questa considerazione è stata fatta prima di tutti da te su Intravino (ed ho corretto l’ordine). Lascio però per primo Gian Luca Mazzella, nonostante il suo post sia successivo, perchè l’accento è posto in questo caso sui come lui giornalisti, illustri assenti.

  4. Pubblicato 12 luglio 2010 alle 18:59 | Link

    io ancora non capisco dove stia lo scandalo, sinceramente non mi pare che Bibenda abbia per statuto quelllo di premiare solo piccoli vignaioli, no?

  5. Pubblicato 12 luglio 2010 alle 20:02 | Link

    Avevo citato anche io la notizia e francamente mi sono stupito che abbia avuto così poco eco sulla rete.

  6. Pubblicato 12 luglio 2010 alle 20:19 | Link

    Andrea, ciao! Evidentemente Bibenda è libera di premiare chi vuole, ed anzi trovo che non ci sia nulla di eticamente sbagliato nel voler evidenziare il lavoro svolto da grandi aziende. Spesso producono vini eccellenti e fanno da traino per una denominazione e per un territorio. Se fosse sempre così, certo, sarebbe straordinario.
    Si potrebbe discutere di diversi dei premi dell’Oscar 2010, ma in particolare penso davvero che dare una menzione speciale a Banfi non trovi oggi alcun perchè. Sicuramente un giorno il Castello avrà la possibilità di riscattare la propria immagine, ma di questi tempi andrebbe ripagato il lavoro di chi ha sempre operato in trasparenza e nel rispetto del territorio. Non di chi ha ricevuto avvisi di garanzia ed ha visto mettere sotto sequestro vini e vigneti. Cose così.

  7. Pubblicato 12 luglio 2010 alle 20:32 | Link

    Esatto, non era proprio il caso.

  8. Pubblicato 12 luglio 2010 alle 23:14 | Link

    Ah ah ! Hai visto che silenzio è calato sulla cosa eh! Io avevo letto “Percorsi di Vino” ed ero rimasto basito ma la cosa che mi ha rattristato è vedere anche certi notissimi puristi sempre mezzi scandalizzati di tutto rimanere calmi e silenziosi, scrivere post su tutto il possibile tranne che.
    E’ vero però che molti blogger del vino “lavorano” nel vino ed il politically correct sono sempre pronti a condannarlo in nome delle “libertà della rete” anche seeee…..maaaa…..la cantina in questione è un buon cliente per tutti eh eh !!

  9. Pubblicato 13 luglio 2010 alle 00:12 | Link

    scusate ma non voglio fare per forza di cose l’avvocato difensore di Banfi ma mi pare proprio che non siano stati ritenuti alla fine colpevoli di alcunchè. O mi sbaglio?

  10. Pubblicato 13 luglio 2010 alle 08:09 | Link

    Vero Andrea, come è vero che, quando scoppiò lo scandalo di Montalcino la Banfi (Rivella) erano palesemente schierati al fronte di un Brunello che poco aveva a che fare col sangiovese, un modello di vino che piaceva molto agli americani, e che indipendentemente dall’esito delle indagini era ed è quantomeno dubbio. Mentre è sicuramente poco rispettoso del sangiovese, soprattutto di Montalcino.

  11. enzo
    Pubblicato 13 luglio 2010 alle 09:04 | Link

    Il problema è che
    a) Banfi e Cecchi hanno patteggiato, dunque avevano irregolarito, altro che illibati!
    b) nessuno, nemmeno i blog, lo ha scritto tranne il Fatto Quotidiano e abbinandolo al Premio, il che è ancora più indicativo
    c) non ha eco perché del vino non si mai una sentenza figuriamoci un patteggiamento
    d) Gli strilloni, come Ziliani, non hanno convenienza a sputare nel piatto in cui mangiano.Ma nemmeno i critici che spesso sono “foraggiati” dalle grandi aziende, premi inclusi…

  12. Michele Braganti
    Pubblicato 13 luglio 2010 alle 10:33 | Link

    Andrea…prima sull’espresso food & wine con la cozzella consigli vivamente poggio di sotto di palmucci…ora qui difendi banfi….(sei addirittura un fan del belnero) vedi di farti un po’ di ordine in testa…..

  13. Pubblicato 13 luglio 2010 alle 13:22 | Link

    A me non interessa essere stato il primo o l’ultimo a dare la notizia, l’importante è averla data.
    Ma Banfi non è la peggiore cantina premiata, c’è molto di peggio ma prima di fare nomi devo fare delle opportune verifiche.
    Devo dire che in AIS ci sono persone che stanno resistendo a tutto questo e Michele penso conosca il nome..

  14. Pubblicato 13 luglio 2010 alle 23:28 | Link

    @michele, sai come la penso, il mondo del vino ha bisogno dei grandi e dei piccoli…per ogni banfi che prospera, cresce lo spazio per 10 soldera, per ogni Cecchi, prosperano 10 val delle corti…

  15. Riccardo Margheri
    Pubblicato 14 luglio 2010 alle 10:49 | Link

    Indipendentemente da qualunque giudizio sulla qualità dei vini, è un po’ un periodo che interagisco (anche bevendo) meglio con aziende che (ho l’impressione) non mi prendano sistematicamente per le mele (credo capisca anche chi non è toscano).
    @ Andrea: Nessuno disconosce l’importanza commerciale di certi brand, ma quando raccontano palle e commettono una truffa (perché di questo si tratta) solo per sfruttare l’appeal del nome Brunello, quando poi avevano tra l’altro tutte le possibilità di vendere il medesimo vino altrimenti, di certi input di marketing ne facciamo tranquillamente a meno. E qui il discorso di grandi o piccoli non c’entra un piffero.
    Poiché il sommelier è un comunicatore, di un vino e quindi anche di un territorio, con tutti i prodotti interessanti che ci sono in giro, andare a premiare con squilli di tromba e fanfare proprio LORO non mi sembra proprio il caso.
    E su tutto ciò non vedo cosa ci sia da discutere, tanto mi sembra lampante.
    D’altra parte, i premi di Bibenda fanno il paio con altri assegnati dalla DuemilaVini a mio modesto avviso discutibili anzichenò. Ognuno ha il diritto di premiare chi gli pare, ma ci vorrebbe una soglia minima di decenza e di riconoscimento della qualità. In quell’entourage questo confine IMHO è stato più di una volta attraversato.

  16. francesco
    Pubblicato 14 luglio 2010 alle 21:09 | Link

    Come dice un mio amico quasi avvocato, patteggiare è dichiarare esplicitamente di aver sbagliato.Quindi forse avrei dato il premio ad altri colossi altrettanto validi.Comunque a proposito di premi dell’ais posso chiedere un parere sul premio dato al vie di san patrignano..(anche questo premio di convenienza???)

  17. francesca
    Pubblicato 15 luglio 2010 alle 15:27 | Link

    Suvvia,
    sempre polemiche su Banfi, ma non lo avete capito che senza i Mariani Montalcino non esisteva?
    Purtroppo quel mix di invidia e ingordigia è una mala pianta come il cattocomunismo che in Italia trova un ambiente fertile.

Un Trackback

  1. [...] sul vino in Italia. Modestamente. Jacopo Cossater, che è anche editor su Intravino, ha scritto due-post fulminanti sulle recenti premiazioni performate da AIS/Bibenda. Dice: “Continuo a chiedermi [...]

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