in Assaggi, Emilia-Romagna, Italia

Lambrusco Reggiano DOC – Le Barbaterre 2008

Lambrusco Grasparossa | <10 €

Le Barbaterre, Vini come Bio comanda, si legge in grassetto sia sul sito che sulla brochure cartacea. Così, giusto per chiarire, da subito, come stanno le cose. Ed i vini di Quattro Castella, la provincia è quella di Reggio Emilia, non tradiscono le attese, mai. Anzi, spesso riescono ad accompagnarti lungo un percorso inaspettato ed affascinante, pur rimanendo fedelmente ancorati alla terra da cui provengono.

Il Lambrusco, assaggio in divenire, ti ricorda subito che il mondo è quelle delle rifermentazioni in bottiglia, difficili ed affascinanti. Scuro, scurissimo, regala un naso concentrato ed a suo modo introverso. Rabarbaro, anche. In bocca ti aspetteresti un sorso dirompente per forza e struttura. Ed invece, invece c’è scorrevolezza e pulizia. Ritorna un po’ sul frutto, in particolare verso sensazioni più gentili, come se l’uva volesse dire la sua, alla fine.
Assaggio in divenire, dicevo. Sicuramente crescerà.

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Commento

  1. Da napoletano, confesso che la mia pur lunghissima frequentazione dell’universo enoico aveva lasciato un pò in disparte il Lambrusco, forse perchè dalle nostre parti “vino rosso brioso” fa rima con il Gragnano che – mi si perdoni – è proprio un vinello senza pretese.
    Poi, qualche mese fa, lessi – in questo blog – la recensione del “Rosso di rosso” della medesima azienda dove, per fortuna, era menzionato il “negozio” di e-commerce in cui era disponibile; ebbene, fu acquistato in un batter d’occhio e degustato in accompagnamento ad una pasta e patate (tipico piatto partenopeo) e fu dichiarato “vino della serata”; il Lambrusco ha dato le stesse emozioni e così tutti gli altri vini della tipologia acquistati in quell’occasione (primi fra tutti quelli di Camillo Donati).
    Si è aperto, a me come ad altri, non proprio sprovveduti … ma nella vita non si finisce mai di imparare … un universo di sensazioni che non sarà più abbandonato.
    Grazie, Jacopo.
    Luca Miraglia