Il Postale e Marco Bistarelli

L’editoriale del mese scorso su Piacere Magazine era dedicato a Marco Bistarelli ed al Postale, appena trasferitosi da Città di Castello a Perugia. Eccolo.

Il fatto è che ripensando alla cena di qualche giorno fa al nuovo Postale di Marco Bistarelli mi vengono in mente innumerevoli chiavi di lettura. Per dire:

a) il cosiddetto tavolo dello chef, quello dentro la cucina. Trattasi di pochi pochi coperti ad un paio di metri dai piani di cottura, la sala vera e propria al piano superiore. Una piccola avventura capace di regalare la possibilità di vedere il ristorante con occhi nuovi, scandita dai ritmi dello Chef ed in generale della cucina. Un’esperienza dal sapore ancestrale, che non si limita ai piatti ma che si inserisce in un contesto più ampio, di teatralità, di empatia con la brigata, certamente di frenesia, in particolare con il ristorante al completo. Divertimento assicurato, prenotazione obbligatoria.

b) i piatti. Questa è stata la volta dei grandi classici del Postale, preparazioni che ne hanno fatto la storia nella precedente sede di Città di Castello. In particolare il “piccione arrostito con la sua coscia farcita, scaloppa di fegato grasso e verdure croccanti“, un regalo al palato per sapori e consistenze, impeccabile e sempre più che appagante, a dire poco. La “variazione di foie-gras di anatra e oca con composte fatte in casa e pan brioche“, sicuramente piacevole nel suo essere un po’ pop ed un po’ anni novanta. “La mia carbonara destrutturata“, una sorpresa di consistenze e sapori, nella quale gli ingredienti non vengono mescolati ma adagiati gli uni sugli altri. Tra le novità, invece, divertente il contrasto della liquirizia sul “trancio di lingua di bue arrostita“.

Classici, ma non vecchi, anzi. Sono tutti piatti ricchi di sapori capaci di non essere mai banali, sempre interpretati con raffinatezza tenendo però in primo piano l’importanza del gusto.

c) le cotture. Capita di rado di andare al ristorante e di ricordare così nitidamente, anche a giorni di distanza, l’assoluta perfezione di ogni consistenza. Che fosse un primo od un secondo, ogni cottura era millimetrica, chiave di lettura nuova nell’interpretare il lavoro di Marco Bistarelli.

d) la location. Il Castello di Monterone, anche albergo, è un gioiello difficile da immaginare senza esserci stati di persona. Sarà forse per l’atmosfera. Saranno le mura, quell’aria d’antan inserita però in un contesto contemporaneo. E lo scintillio delle luci della città subito lì, dietro la collina. Una carezza.

e) la città, che finalmente a Perugia c’è una nuova tavola di riferimento. Dopo la chiusura di Jasper questa rubrica ne sentiva la mancanza.

Ristorante Il Postale, Castello di Monterone
Strada Montevile, 3, Perugia
Tel. 075 8521356 – Email. ilpostale@castellomonterone.it
Menu degustazione a 80 e 90 euro. Poco meno alla carta.
Aperto solo a cena, la domenica anche a pranzo. Chiuso il lunedì e il martedì.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Articoli, Parlo da solo, Umbria | Tag: , , , | Commenta

Un Trackback

  1. [...] // Ubuntu ed il wifi con il router Telecom Alice Gate 2ContattiDi cosa si tratta « Fast Good // Il Postale e Marco Bistarelli 2 giugno [...]

Commenta

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I Campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Sottoscrivi senza commentare



  • La gestione della pubblicità su questo blog è interamente affidata al network Vinoclic.

  • Enoiche Illusioni?

  • Contatto

    jacopo(punto)cossater, la chiocciola, e poi gmail.com

  • Twitter

  • Archivio


  • Tag Cloud

  • Creative Commons

    Creative Commons License