in Assaggi, Italia, Umbria

Umbria IGT – Falesco, Vitiano 2007

Merlot, Cabernet sauvignon, Sangiovese | <10 €

Dieci minuti davanti al monitor e non trovare niente da scrivere, che ogni possibile attacco appare a) tendenzioso b) freddo c) forse ingannevole. Eppure le note di degustazione sono lì sotto, chiare e definite.

Come scrivere quindi di un vino la cui fattura è innegabilmente impeccabile ma che fatica ad entrare nelle tue corde?
Perchè Vitiano è blend giusto, gradevole, dal sapore contemporaneo. Non rispecchia il territorio, si dirà. Il Merlot è evidente e regala troppa morbidezza snaturando, di fatto, il sangiovese. Eppure.
Vitiano è blend volutamente facile, che trova nella fragranza del frutto la sua strada verso la piacevolezza. E forse non sarà così fresco, a favore di sensazioni più soffici, ma non necessariamente scontate. Ha succo e corpo, e si caratterizza per un certo equlibrio delle componenti. E costa poco.

Come scriverne, quindi, senza rischiare sembrare quasi di parte? Non lo so, davvero. Magari assaggiatelo anche voi, che ogni suggerimento è certamente gradito.

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12 Commenti

  1. Vino costruito secondo me, tecnicamente perfetto ma non è vino da emozionare.Prezzo direi centrato.Se li conosci jacopo(ti ci posso chiamare si??)forse hanno qualcosa in più il vitiano rosè e bianco,comunque sono sempre sullo stesso stile.

  2. Costruito, eccome. E le emozioni stanno altrove, ovvio. Ma non nasce con questo scopo, questo è altrattanto certo. Come giudicarlo allora?

    Se mi puoi chiamare per nome? Bhè, certo che si. Anzi, qui ormai sei di casa, puoi fare quello che vuoi. 😉

  3. Di casa non esageriamo.Sir jacopo guru del vino multimediale.Parlando di questo vino posso solo dire che come tutti i vini che fa il proprietario hanno un impostazione ben definita visibile molto bene sui merlot.Un modo per giudicarlo troppo perfetto non cè quella cosa che dice mhhh cè quella ciliegia che mi stuzzica no..c’è un pò di tutto.

  4. Le emozioni sono molto, molto, molto lontane da questo vino, la cui presenza nel panorama enoico nazionale è assolutamente superflua.
    … e poi dicono che uno si va a prendere il Dolcetto di Ovada di Pino Ratto!!

  5. capisco, a volte con certi vini o meglio certe produzioni “non ci si intende”. Però devo dire che personalmente mi trovo molto in sintonia con la Falesco. Ultimamente ho assaggiato il Ferentano, davvero piacevolissimo e nuovo. conosci?

  6. Ciao Michelangelo, il Ferentano mi manca.
    Leggo sul sito di Falesco che è figlio di criomacerazione e di barrique e.. non so come dire.. però non è esattamente il tipo di vinificazione che cerco quando ho voglia di bere un vino bianco proveniente dall’alto Lazio.
    Mi puzza di costruzione millimetrica a scapito dell’emozione, ancora. Poi magari mi sbaglio, eh.
    Anzi, vado a cercarlo.

  7. Ciao Jacopo, sorrido perchè capito casualmente su questo tuo vecchio articolo sul Vitiano che spopola nei supermercati di Roma. Personalmente l’ho comprato in offerta più volte a 4,49 euro e concordo con te.

    Si tratta di un vino che non suscita emozioni. Si basa su un equilibrio costruito, morbido e piacevole con dinamismo pari allo zero, tuttavia dobbiamo ammettere che è ben fatto ed è questo il motivo che ha spinto la mia curiosità sulla rete.

    Non lo berrei mai da solo sia ben chiaro, ma il suo rapporto qualità prezzo lo rende un buon consiglio per chi vuole spendere poco e servire un vino piacevole a tavola durante il pranzo della domenica, con parenti che bevono pasteggiando con un bel piatto di spaghetti al pomodoro e senza pensarci troppo.

    Un saluto 🙂

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