#Lambroosky4

Ci tenevo a scrivere questo post oggi, subito dopo (o quasi) la degustazione cui avevo dedicato quello precedente, che ancora le parole ed i pensieri sono chiari e definiti. Per dire:

a) al di là delle opinioni personali sulle singole bottiglie, e mi riferisco proprio alla degustazione in sé, è innegabile che quello che è successo oggi, vicino Castelvetro, Modena, avesse il sapore dell’evento. Che io sappia non si ha memoria di un produttore che, incuriosito dal rumore generato in rete da un gruppo di appassionati intorno ad una specifica tipologia di vino, decida di intervenire in prima persona per raccontare la sua visione e parlarne, insieme.
Anselmo Chiarli merita un applauso, di quelli lunghi, per la lungimiranza ed il coraggio. Chapeau.

b) ma c’è di più. Presenti intorno al grande tavolo su cui si alternavano i bicchieri anche Alberto Medici e Sandro Cavicchioli (cui si è aggiunto successivamente Pietro Pezzuoli). Insomma, decine di milioni di bottiglie prodotte ogni anno ed un manipolo di blogger. Non posso nascondere di esserne stato intimorito.
Avevo torto, però. Si è assaggiato molto e chiaccherato altrettanto, approfondendo varie tematiche relative al Lambrusco, sia produttive che commerciali. Tutti i produttori presenti si sono dimostrati estremamente disponibili e generalmente aperti al confronto. Non è da poco (in particolare durante un assaggio alla cieca).

c) la degustazione, a differenza della voluta confusione stilistica dei precedenti appuntamenti, si è svolta in varie fasi. Inizialmente abbiamo assaggiato tre Lambrusco Sorbara, poi due Lambruschi rifermentati in bottiglia, tre Lambrusco Grasparossa, tre Lambrusco Salamino ed infine un blend di diverse varietà.
Ancora una volta è evidente quanto sia importante seguire la strada della differenziazione, che si tratta di vini completamente diversi gli uni dagli altri. Questo va spiegato con forza, non c’è via di uscita.

d) per quel che vale, le mie personali preferenze sono andate ad uno dei due Lambruschi rifermentati in bottiglia (l’ancestrale di Paltrinieri) ed uno dei tre Grasparossa (il vigneto Enrico Cialdini di Chiarli). Perchè ho trovato vini oltre che stilisticamente belli anche affascinanti, capaci di regalare quell’accenno di profondità. Bevute intriganti ed avvolgenti.

e) “il Lambrusco è capace di aprire i mercati, in particolare in quei paesi non abituati al consumo di vino. La sua beva, il basso grado alcolico, il suo essere facilmente comprensibile lo rendono perfetto come vino entry-level“. Questa frase di uno dei produttori mi ha fatto riflettere e, forse, spiega molte delle opinioni che mi sono formato in questi mesi di assaggi. Non è un segreto che sia rimasto affascinato da alcuni Lambruschi rifermentati in bottiglia, su queste pagine ne sono passati diversi, il più rappresentativo è forse quello di Camillo Donati. Vini oggettivamente più difficili, fatti di profondità, che vanno aspettati e capiti. Ecco, io forse ho fatto il percorso inverso, e sono arrivato al Lambrusco dopo, in cerca di territori inesplorati. E allora ecco perchè, il forse è ancora d’obbligo, tendo a rimanere piuttosto freddo nei confronti di Lambruschi troppo lineari, magari caratterizzati da una beva straordinariamente facile ma che faticano ad andare oltre.

f) è innegabile che gli spunti di riflessione siano innumerevoli, ed io ne sto sicuramente dimenticando molti. La tipologia però merita tanti altri incontri e discussioni, è troppo vasta ed affascinante per essere racchusa in poche righe.

Le bottiglie assaggiate oggi. Foto di Massimo D’Alma.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Degustare come atto pratico, Emilia-Romagna | Tag: , , , , , , , | Commenta

4 Commenti

  1. Pubblicato 17 maggio 2010 alle 02:08 | Link

    Ero molto curiosa di informazioni di prima mano su Lambruschi4, ti ho letto con vero piacere e curiosità.
    Il tuo post è molto interessante, soprattutto per gli approfondimenti sulle differenti tipologie di Lambruschi e per le tematiche relative all’equazione Lambrusco facile beva = vino entry level e grimaldello per aprire nuovi mercati con scarsa tradizione vinicola.

    Mi colpisce inoltre molto positivamente la disponibilità di alcuni produttori a condividere momenti di questo tipo con chi comunica sul web, mostrandosi aperti al confronto ed al dialogo. Anche alla luce dell’esperienza di ieri a #barbera1 possiamo pensare che questa modalità di evento possa rappresentare a tutti gli effetti una rivoluzione nella comunicazione del vino? E che sia il primo passo di alcuni produttori illuminati verso una nuova modalità più partecipativa – in senso più ampio – di comunicare e di promuovere il brand ed il prodotto?

  2. Pubblicato 17 maggio 2010 alle 09:06 | Link

    Sottoscrivo anche le virgole, incluso i due vini preferiti: ed è piuttosto curioso, visto che eri dall’altra parte del tavolo enonci siamo quasi parlati.
    Folgoranti anche le domande di Monica quassù: rivoluzione? primopasso?o forseprimo passo verso una rivoluzione?

    In verità non credo che i grandissimi domani andranno in cantina acambiare i loro modik di produzione: del resto la convizione nei propri progetti è anche la caratteristica fondante dei grandi. Però il fatto che siano stai ad ascoltare, e lo abbiano ritenuto importante, quello ìs: è un primo passo.

  3. mugellesi ivano
    Pubblicato 17 maggio 2010 alle 14:44 | Link

    Complimenti per le tue giuste riflessioni. Jacopo, mi è stato riferito che alla degustazione vi erano anche semplici consumatori sarebbe interessante conoscere il loro parere sui vini. Ciao grazie

  4. Pubblicato 18 maggio 2010 alle 15:48 | Link

    Interessante e come sempre corretta analisi, ma devo sottoscrivere in pieno anche le considerazioni del Caf.
    Neanche io credo che i “grandi” possano cambiare, ma resta il fatto che li abbiamo incuriositi…

Un Trackback

  1. Scritto da Franciacorta Docg - Quellicheilvino - Vini Franciacorta Blog il 17 maggio 2010 alle 18:35

    [...] #Lambroosky (raccontate sul blog Intravino 1, 2,3 e 4 e molto commentate sul web, ad esempio anche qua ), la recente esperienza di #barbera1 ed altre già in [...]

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