in Parlo da solo

Il bicchiere perfetto, io, non l’ho ancora trovato. Però, forse.

Davvero. A leggere i manuali di genere (dell’AIS, per dire) il bevitore medio dovrebbe avere a casa qualcosa come un centinaio di bicchieri. E’ infatti opinione diffusa che ogni particolare tipologia di vino voglia il suo. Ad approfondire poi i suddetti manuali verrebbe fuori che il materiale migliore sia il cristallo. A differenza del vetro contiene un particolare materiale, l’ossido di piombo, che ne aumenta l’indice di rifrazione, rendendolo così bello da vedere, apparentemente leggero e brillante.

Va bene, è vero. Probabilmente (sicuramente) ogni tipologia, per essere apprezzata al meglio nelle sue tante sfumature, in particolare quelle relative al profumo, richiede il bicchiere più adatto. E’ innegabile. Tuttavia è altrettanto certo che avere a portata di mano tanti bicchieri (di cristallo) non fa per me. Costano troppo, non saprei dove metterli e si rompono facilmente. Trovare una soluzione più pratica è un imperativo.

Appurate alcune cose basiche, come per esempio il fatto che i bicchieri debbano essere trasparenti, che lo stelo debba essere lungo abbastanza per riuscire a ruotare il bicchiere e per tenerlo in mano la domanda è: quale bicchiere?
La verità è che non ne esiste uno per tutti, dipende. L’appassionato di vini spumanti (Champagne, certo) magari terrà in casa una bella batteria di flûte, e forse un bicchiere più ampio, da spendere per tutte le altre occasioni. Il barolista invece prediligerà un calice ampio, dalla forma a tulipano. Ce ne sono per tutti.

Oppure, per praticità, il bevitore medio avrà un unico bicchiere, resistente ed economico (vedi foto), capace di adattarsi a tutte le occasioni e non sfigurare (eccessivamente) con nessuna bottiglia. Voglio dire, meglio quello che bere quel famoso Cheval Blanc del sessantuno in un bicchiere di carta.

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Commento

  1. Ciao Jacopo! Io, visto il ritmo con cui li rompo, sto usando quelli dell’Ikea da “bianco importante”, che sono in vetro e non in cristallo ma hanno un bel profilo che si adatta un pò a tutti i vini e non mi vien da piangere quando succede di doverne buttare via uno.

  2. Sono d’accordo: la semplificazione è necessaria.
    Il modello Ikea da bianco corposo è un ottimo jolly. Se ne possono comprare a vagonate e più o meno ci si adatta tutto. Ogni tanto ho paura che mi si rompano in mano, forse bisogna salire un “tantino” di livello e arrivare al bormioli di Jacopo …. ma la forma più o meno è quella.

  3. Sarò un pò grezzo, scusate ma se dentro il bicchiere c’è la sostanza magari le sfumature possono sfuggire ma la sostanza resta, se è vetro o cristallo l’emozioni non cambiano di molto.Se un vino è grande è grande …