in Parlo da solo

Crederci fino in fondo

Sono appena uscito dal ristorante e, finita la cena, il proprietario è stato così gentile da offrirci una bollicina, per pulire la bocca.
Anzi, Jacopo, dimmi, come ti sembra? L’ho appena inserito in carta.

La bottiglia nel cestello, il tipico tovagliolo a coprirla.

Guarda, è affascinante. In particolare trovo sia particolarmente bella questa nota di profondità data dal pinot nero.

Era un Blanc de Blancs, ovvio.

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Commento

  1. Eh! Quante volte! 🙂
    Il problema è che lo andiamo a cercare il Pinot Nero, sempre, anche dove non c’è noi che lo amiamo così tanto. Comunque è vero che ci sono dei blanc del blanc che traggono in inganno, specie se di lungo affinamento sui lieviti (oltre i 36 mesi per intenderci).

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  2. Più efficace questo post di molti altri barbosamente didascalici che si trovano spesso in rete. L’auto-ironia vince (quasi) sempre. Sei forte! 🙂

  3. 🙂 Bellissimo, Sabato scorso un simil accadimento, questo e’ il resoconto scritto nella mia newsletter: ” Tanto per dirvene un’altra riguardo al fatto che non si e’ mai imparato abbastanza del mondo vinicolo, sabato scorso ho presentato, rigorosamente coperte, tre bottiglie di Franciacorta Extra Brut Monzio Compagnoni in tre annate diverse 2004/2005/2006. Finiti gli assaggi tutti concordi nel dire che il campione n. 1 fosse il 2006 e il campione n. 3 fosse il 2004. Scoperte le carte, campione n. 1 annata 2004, campione n. 2 annata 2006, campione n. 3 annata 2005…Lunga e’ la strada ancora da percorrere…….” Ma proprio questo e’ il bello. Ciao e Buon Lavoro.

  4. Ecco che poi si impara a non prendersi troppo sul serio.
    Bellissimo esempio di autoironia, divertente e di grande insegnamento.

  5. Dalle mie parti in certi casi si dice ”cala da sta cerecia” ihihihihih tradotto scendi dalla ciliegia inteso come piedistallo più in alto.Grande Jacopo lezione di umiltà che in questo campo è fondamentale.