Crederci fino in fondo

Sono appena uscito dal ristorante e, finita la cena, il proprietario è stato così gentile da offrirci una bollicina, per pulire la bocca.
Anzi, Jacopo, dimmi, come ti sembra? L’ho appena inserito in carta.

La bottiglia nel cestello, il tipico tovagliolo a coprirla.

Guarda, è affascinante. In particolare trovo sia particolarmente bella questa nota di profondità data dal pinot nero.

Era un Blanc de Blancs, ovvio.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | Commenta

9 Commenti

  1. Pubblicato 19 maggio 2010 alle 02:01 | Link

    Eh! Quante volte! :-)
    Il problema è che lo andiamo a cercare il Pinot Nero, sempre, anche dove non c’è noi che lo amiamo così tanto. Comunque è vero che ci sono dei blanc del blanc che traggono in inganno, specie se di lungo affinamento sui lieviti (oltre i 36 mesi per intenderci).

    Fil.

  2. Pubblicato 19 maggio 2010 alle 06:23 | Link

    Shit happens.
    E noi ti vogliamo bene lo stesso.
    Ciao.davide

  3. Nic Marsèl
    Pubblicato 19 maggio 2010 alle 09:10 | Link

    Più efficace questo post di molti altri barbosamente didascalici che si trovano spesso in rete. L’auto-ironia vince (quasi) sempre. Sei forte! :-)

  4. Pubblicato 19 maggio 2010 alle 09:51 | Link

    :-) Bellissimo, Sabato scorso un simil accadimento, questo e’ il resoconto scritto nella mia newsletter: ” Tanto per dirvene un’altra riguardo al fatto che non si e’ mai imparato abbastanza del mondo vinicolo, sabato scorso ho presentato, rigorosamente coperte, tre bottiglie di Franciacorta Extra Brut Monzio Compagnoni in tre annate diverse 2004/2005/2006. Finiti gli assaggi tutti concordi nel dire che il campione n. 1 fosse il 2006 e il campione n. 3 fosse il 2004. Scoperte le carte, campione n. 1 annata 2004, campione n. 2 annata 2006, campione n. 3 annata 2005…Lunga e’ la strada ancora da percorrere…….” Ma proprio questo e’ il bello. Ciao e Buon Lavoro.

  5. Francesco
    Pubblicato 19 maggio 2010 alle 11:25 | Link

    grande commento, direi flaianesco.

  6. Pubblicato 19 maggio 2010 alle 14:36 | Link

    Capita…

  7. Pubblicato 19 maggio 2010 alle 15:47 | Link

    Capita molte volte anche di prenderci sparando a caso e senza capirci un acca… A mes succede spesso :-)

  8. paola
    Pubblicato 20 maggio 2010 alle 18:58 | Link

    Ecco che poi si impara a non prendersi troppo sul serio.
    Bellissimo esempio di autoironia, divertente e di grande insegnamento.

  9. francesco ri
    Pubblicato 23 maggio 2010 alle 21:39 | Link

    Dalle mie parti in certi casi si dice ”cala da sta cerecia” ihihihihih tradotto scendi dalla ciliegia inteso come piedistallo più in alto.Grande Jacopo lezione di umiltà che in questo campo è fondamentale.

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